Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di violazione del cessate il fuoco

Un uomo accanto a un edificio danneggiato dai bombardamenti a Jermuk

TBILISI (Reuters) - L'Armenia e l'Azerbaigian si sono accusati a vicenda di aver aperto il fuoco durante la notte, rompendo il fragile accordo di cessate il fuoco che la scorsa settimana aveva portato alla fine dei peggiori scontri registrati dal 2020 tra i due Paesi ex-sovietici.

In alcune dichiarazioni rilasciate questa mattina dai entrambi i ministeri della Difesa, Baku ed Erevan si sono accusate a vicenda di aver sparato per prime, dando il via a nuovi scontri lungo il confine.

Dopo due giorni di combattimenti che hanno provocato la morte di quasi 200 soldati all'inizio della scorsa settimana, le due parti avevano concordato un cessate il fuoco, mediato dalla Russia, per porre fine alle ostilità, anche se la situazione lungo il confine è rimasta tesa.

"Il 23 settembre, alle 05,40 italiane, reparti delle forze armate azere hanno nuovamente violato il regime di cessate il fuoco sparando da punti differenti contro le postazioni di combattimento armene situate nella zona orientale del confine armeno-azero", ha detto il ministero della Difesa dell'Armenia in un post su Facebook.

"Il fuoco nemico è stato soffocato da azioni di risposta", ha aggiunto l'Armenia, che non ha segnalato vittime.

Poco dopo la dichiarazione armena, il ministero della Difesa dell'Azerbaigian ha risposto affermando che è stata l'Armenia ad aprire il fuoco per prima.

(Tradotto da Chiara Bontacchio, editing Claudia Cristoferi)