Armi all'Ucraina e sanzioni alla Russia: la posizione dei partiti italiani

Armi all'Ucraina e sanzioni alla Russia: la posizione dei partiti italiani (REUTERS/Guglielmo Mangiapane)
Armi all'Ucraina e sanzioni alla Russia: la posizione dei partiti italiani (REUTERS/Guglielmo Mangiapane)

La guerra in Ucraina è una delle questioni che animano la campagna elettorale. I partiti italiani non hanno una posizione comune rispetto all’invio di armi e sull’adozione di sanzioni contro Mosca. Mentre il Pd, il Terzo Polo e Fratelli d’Italia sostengono pienamente la Nato e l'Unione europea sull'invio di armi e sulle sanzioni, Forza Italia, M5s e Lega hanno posizioni più sfumate. Anche se, nelle ultime ore, il leader del Carroccio, Matteo Salvini, ha confermato che un eventuale Governo di centrodestra continuerà a sostenere militarmente l’Ucraina.

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L'affermazione di Matteo Salvini è arrivata a conclusione di un incontro a Milano con i vertici della Cisl, proprio nei giorni in cui gli ucraini, anche grazie alle armi ricevute dall'Occidente, si sono resi protagonisti di una forte controffensiva nella regione di Kharkiv. Fino a oggi, invece, Salvini aveva più volte chiesto lo stop alla fornitura di armi a Kiev e la revisione delle sanzioni verso Mosca per tentare di riaprire un dialogo con Putin.

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Giorgia Meloni, invece, non ha mai avuto dubbi sulla necessità di sostenere l'Ucraina. Fratelli d’Italia ha sempre votato a favore dei decreti sull’invio di armi. Durante tutta la campagna elettorale, poi, Giorgia Meloni ha sempre puntato sull’atlantismo del suo partito per legittimarsi sul panorama intenzionale.

Silvio Berlusconi sembra avere, invece, cambiato idea rispetto alle sue posizioni iniziali. Nel giugno scorso aveva detto che mandare armi in Ucraina rende il nostro Paese di fatto "cobelligerante". Poi, però, ha corretto il tiro e adesso anche per Forza Italia l’invio di armi a Kiev è "doveroso", purché si tratti di armi "difensive".

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A favore dell'invio di armi e delle sanzioni è anche il Partito democrratico, che con il suo leader, Enrico Letta, ha appoggiato le decisioni in proposito del governo Draghi. Tuttavia, all'interno del Centrosinistra non la pensano tutti allo stesso modo: Sinistra Italiana e Verdi sono fermamente contrari alle forniture di armi per "non prolungare la guerra".

Anche il capo politico del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ribadisce che l'Italia dovrebbe dedicarsi a favorire il dialogo tra le parti e si è schierato a favore dello stop all'invio di armi. Durante il Governo Draghi, il M5S ha votato i decreti Ucraina, ma proprio su questo tema si sono poi registrate le prime tensioni con l’esecutivo di Draghi, a cui poi il M5S ha tolto la fiducia.

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Quanto a Italia Viva, il leader Matteo Renzi ha sempre appoggiato il governo Draghi sulle decisioni relative all'invio di armi, pur sottolineando la necessità di cercare una soluzione diplomatica alla guerra. Il suo attuale alleato nel Terzo Polo, Carlo Calenda, ha definito la decisione di supportare militarmente l'Ucraina come "sofferta, ma necessaria".

Chi, invece, è fermamente contrario sia all'invio delle armi e sia alle sanzioni è ItalExit di Gianluigi Paragone, che pone la questione tra i punti del suo programma.

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