Armi chimiche in Siria: esperti Onu indagano su fosforo bianco

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Dopo il presunto uso di fosforo bianco da parte delle forze turche nell’offensiva in Siria contro i curdi, alcuni esperti chimici dell’Onu hanno annunciato che stanno raccogliendo tutte le informazioni del caso per appurare cosa sia successo. Inoltre, anche l’organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw) ha reso noto che è “al corrente della situazione” e che sta “raccogliendo informazioni in merito al possibile uso di armi chimiche”.

Durante la giornata di oggi, venerdì 18 ottobre 2019, nonostante l‘accordo sul cessate il fuoco, si sono registrati alcuni scontri. Mustafa Bali, responsabile della comunicazione delle Forze democratiche siriane a guida curda ha annunciato: “Attacchi aerei e di artiglieria continuano a prendere di mira le posizioni dei combattenti, gli insediamenti civili e l’ospedale di Serekaniye/Ras al Ayn. La Turchia sta violando il cessate il fuoco continuando ad attaccare la città dalla scorsa notte”.

Armi chimiche in Siria

I raid e i bombardamenti turchi, secondo l’agenzia curda Firat, hanno ucciso cinque combattenti curdo-siriani, mentre altri due sono rimasti feriti. Nel frattempo, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato che in base all’accordo raggiunto con gli Stati Uniti, “le nostre truppe non lasceranno la zona di sicurezza concordata”. E aggiunge: “Alla fine delle 120 ore di tregua (martedì 21 Ottobre 2019, ndr) la nostra operazione Fonte di pace continuerà in modo ancora più determinato se gli Usa non manterranno le promesse”.

Infine, Erdogan ha fornito alla stampa il suo bilancio dell’operazione militare nel nord della Siria. Fino all’inizio della tregua, ha detto “abbiamo preso sotto controllo 65 zone abitate, tra cui i centri di Tal Abyad e Ras al Ayn. Sono morti 4 nostri soldati e 74 membri dell’Esercito nazionale siriano. Abbiamo neutralizzato (cioè ucciso, ferito o catturato) circa 750 terroristi”.