Armi a Ucraina, Conte: "Kiev aiutata a sufficienza"

(Adnkronos) - "Il M5S, collocandosi dal lato dell'Ucraina senza se e senza ma, ha subito detto che quel Paese andava sostenuto: adesso credo che l'Ucraina sia stata sostenuta a sufficienza, anche in termini di aiuti militari. L'Italia quello che doveva fare l'ha fatto. Ci sono altri Paesi, come Usa e Gran Bretagna, che stanno continuando a rifornire di armi l'Ucraina. Noi, come Italia, dobbiamo concentrarci sulla capacità di dialogare. Dobbiamo essere la punta più avanzata della comunità internazionale per cercare di arrivare alla pace con la forza del dialogo politico". Così il leader del M5S Giuseppe Conte parlando con i giornalisti a Palermo.

"Non credo proprio che andremo verso un ulteriore decreto. Credo invece - spiega ancora Conte, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se fosse pronto a ritirare il ministro degli esteri Luigi Di Maio in caso di un nuovo decreto per l'invio di armi in Ucraina -, anche in base alle dichiarazioni rilasciate dal presidente Draghi negli Stati Uniti e da quelle di alcuni esponenti delle forze politiche, che dopo una prima fase in cui si pensava che anche in Italia dovessimo abbracciare una folle corsa al riarmo ora tutti stanno convergendo sulle nostre posizioni. Io non voglio mettere in difficoltà il governo, si sta enfatizzando questo passaggio in parlamento come uno scontro. Non ho mai parlato di una maggioranza nuova o diversa. Ho detto che confido che la nostra posizione possa essere acclarata in parlamento come la posizione dell'intera maggioranza che sostiene il governo. Su FdI non ci spero molto vista la posizione molto belligerante". "Fratelli d'Italia - aggiunge Conte - ha una posizione molto belligerante e la capisco: sono molto legati alle lobby industriali e certe posizioni nascono anche da questi legami. Si può comprendere, dunque, come una forza politica si orienti verso investimenti militari a tutta birra".

Ma per Conte, "l'interesse degli italiani è porre fine a questa guerra. Dobbiamo convincere tutti a sedersi attorno a un tavolo e alzarsi solo quando sarà firmato un negoziato che sia sostenibile equilibrato e duraturo nel tempo", sottolinea quindi il leader M5S.

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