Arrestata a Gallarate latitante nascosta in convento benedettine

Asa

Milano, 12 feb. (askanews) - Una latitante quarantasettenne originaria di Acqui Terme (Alessandria), R.T., è stata arrestata il 10 febbraio a Gallarate (Varese), mentre si nascondeva nel convento "Benedettine dell'adorazione perpetua del S.S. Sacramento". La donna, condannata a titolo definitivo a 2 anni, 4 mesi e 15 giorni, per i reati di sostituzione di persona, truffa, furto e falsità in genere, era destinataria di un provvedimento di carcerazione, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Palermo. Verso le ore 8 di lunedì scorso la Volante del Commissariato di Gallarate si è presentata presso il convento, su segnalazione di una persona insospettita sulla reale identità della donna, che da qualche giorno soggiornava in una camera.

Gli agenti hanno accertato che lo scorso 4 febbraio aveva telefonato una donna, presentatasi come la Madre Superiora del Monastero di Vicoforte (provincia di Cuneo), che aveva chiesto alle suore del convento gallaratese di ospitare una donna, nipote di una consorella, colpita da un malore e ricoverata presso l'ospedale di Gallarate, che aveva necessità di un posto per dormire in zona. Le suore, insospettite, avevano richiesto un riferimento telefonico per rintracciare la nipote bisognosa, che una volta contattata, risultava possedere una voce molto simile a quello della presunta Madre Superiora del Monastero di Vicoforte. Visti i modi garbati e sicuri con cui l'interlocutrice affrontava la discussione, le monache del convento si erano tuttavia convinte a accettarla presso la loro struttura.

Nei giorni successivi, però, colloquiando con le suore del convento, l'ospite è caduta spesso in contraddizione nel raccontare particolari della propria vita. Le monache, insospettite da tali circostanze, hanno allora preso contatti con alcuni Monasteri del Piemonte, dai quali avevano avuto conferma che una donna, del tutto corrispondente alla descrizione della ospite del convento, si era presentata presso diversi luoghi di culto e, con modi di fare molto garbati e gioviali, si era guadagnata la fiducia di tutte le religiose. In alcuni di questi conventi la donna aveva addirittura asportato delle chiavi di accesso, per poi allontanarsi dalla struttura in modo furtivo, senza avvisare nessuno.