Arrestati tre operatori sui cinque indagati

·2 minuto per la lettura
Violenze in un centro disabili di Palermo: tre arresti
Violenze in un centro disabili di Palermo: tre arresti

Violenze, minacce, schiaffi e vessazioni di tipo psicologico in un centro per disabili di Palermo: arrestati tre operatori dei cinque indagati che avrebbero, secondo l’accusa, picchiato alcuni pazienti più volte.

Violenze in un centro per disabili a Palermo

I Carabinieri della Stazione Palermo Brancaccio hanno accertato, tramite intercettazioni ambientali e le immagini delle telecamere di videosorveglianza, alcuni casi di violenza e maltrattamenti all’interno di un centro residenziale per soggetti fragili e persone affette da disabilità.

Si tratta del Centro Ben Haukal, situato nel popoloso quartiere di Brancaccio di Palermo. Sono indagati cinque operatori con l’accusa di aver maltrattato più volte i pazienti che avrebbero dovuto, invece, assistere. Questi sono stati sorvegliati giorno e notte tramite intercettazioni e telecamere nascoste, posizionate proprio per accertare i casi di violenza. Intanto, non molto lontano lontano dalla clinica era sempre appostata una pattuglia della polizia pronta ad intervenire in qualsiasi momento.

Secondo quanto emerso dalle immagini, si sono verificati maltrattamenti di ogni tipo: psicologici e fisici. I pazienti erano infatti costantemente umiliati con offese verbali, minacce e vessazioni fisiche e psicologiche.

Nelle immagini diffuse, è possibile vedere alcuni operatori che spingono a terra dei pazienti. Poi, un altro degli indiziati schiaffeggia un ragazzo e lo sbatte contro un muro. Una donna, invece, strattona un giovane e lo spinge su una sedia.

Secondo le forze dell’ordine, erano piuttosto frequenti, se non quotidiane, anche le offese e le umiliazioni alle quali erano sottoposti i pazienti della struttura. Da quanto risulta dalle intercettazioni, erano continue le vessazioni di tipo verbale volte ad annientare ulteriormente la dignità dei fragili assistiti, completamente indifesi davanti alla violenza di coloro che avrebbero dovuto accudirli.

Tre operatori arrestati

Tre degli operatori indagati sono stati posti agli arresti domiciliari in via cautelare e dovranno presentarsi quotidianamente nella sede della polizia giudiziaria. Per altri due, invece, è stato disposto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati abitualmente dalle persone offese.