Arrestato a Dubai Raffaele Imperiale, boss di camorra tra i latitanti più pericolosi

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Raffaele Imperiale (Photo: De Telegraaf)
Raffaele Imperiale (Photo: De Telegraaf)

La lunga latitanza di Raffaele Imperiale è finita. L’uomo è stato arrestato a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, lo scorso 4 agosto. Imperiale è considerato uno dei più potenti narcotrafficanti al mondo, al servizio di molti clan della camorra, e protagonista del traffico internazionale di stupefacenti e del riciclaggio di denaro. A dare notizia della sua cattura è stato il giornale olandese De Telegraaf.

Imperiale, secondo più pericoloso latitante italiano, è stato preso grazie ad un’operazione che ha coinvolto forze di polizia di più Paesi. L’arresto è avvenuto nell’ambito di indagini coordinate dalla procura di Napoli e affidate al Gico partenopeo e alla Squadra Mobile della Questura napoletana, con il supporto dei Servizi Centrali della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato. La cooperazione internazionale giudiziaria ha visto in campo anche il Ministero di Giustizia e il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, anche attraverso Interpol ed Europol.

Noto come ‘Lello di Ponte Persica’, frazione di Castellammare dove è nato a ottobre del 1974, è stato capace, a partire dagli anni Novanta, di costruire un imponente network per il traffico della cocaina. Nei primi anni 2000 ha poi stretto stretto rapporti “d’affari” con la criminalità organizzata partenopea, stabilendo contatti con esponenti di primo piano del clan Di Lauro del quartiere di Secondigliano, tra cui i boss Elio Amato e Antonio Orefice. Oltre che per la sua carriera criminale, Raffaele Imperiale è balzato agli onori della cronaca quando, nel 2016, le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli hanno ritrovato in una vecchia villa a Castellamare di Stabia due dipinti di Van Gogh di valore inestimabile, rubati nel 2002 ad Amsterdam, che l’uomo aveva acquistato sul mercato nero con il patrimonio illecitamente accumulato.

Imperiale è riuscito più volte a sottrarsi a mandati di cattura anche a livello internazionale. Tra questi, si ricorda il maxi-sequestro di 1.330 chili di coca a Parigi il 20 settembre 2013, quando è stato anche arrestato il suo fedelissimo Vincenzo Aprea, al quale era stato affidato il compito di sovrintendere all’importazione dello stupefacente in arrivo con volo di linea Air France da Caracas. Il Ministero di Giustizia sta perfezionando le intese per completare la procedura di estradizione in tempi brevi.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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