Arrestato Franco Terlizzi: ex naufrago dell'Isola presunto prestanome della 'ndrangheta

Arrestato Franco Terlizzi: ex naufrago dell'Isola presunto prestanome della 'ndrangheta (Instagram)
Arrestato Franco Terlizzi: ex naufrago dell'Isola presunto prestanome della 'ndrangheta (Instagram)

Maxi operazione all'alba a Milano contro la 'ndrangheta, con 13 persone arrestate dai Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza. A finire in manette anche Franco Terlizzi, ex pugile e volto noto della televisione dopo la partecipazione a diversi programmi tra cui l'Isola dei Famosi.

Terlizzi, secondo quanto emerso dalle indagini, è stato arrestato in quanto sarebbe un prestanome di Davide Flachi, figlio del boss della Comasina Pepè Flachi morto lo scorso gennaio. L'ex pugile, oggi pr della discoteca Hollywood di Milano, è finito in manette insieme ad altre 12 persone al termine di indagini serrate che hanno portato a scoprire traffico di armi da guerra e rotte della droga.

In particolare, come si legge negli atti, Terlizzi avrebbe procacciato i "clienti" per la maggior parte delle frodi assicurative messe a segno da un gruppo capeggiato da Davide Flachi, titolare di fatto della Carrozzeria Nuova Milano srl, sequestrata nel blitz di oggi, con sede a Milano e attività a Cormano, nel Milanese. E intestata fittiziamente, secondo l'accusa, a Terlizzi.

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Secondo il provvedimento di fermo (che dovrà essere convalidato da un gip), firmato dai pm di Milano Gianluca Prisco, Francesco De Tommasi e dal pm di Pavia Andrea Zanoncelli ed eseguito dalla Gdf di Milano e Pavia, l'ex pugile si sarebbe occupato "della stipula degli atti giuridici della società" di cui avrebbe fatto da 'prestanome' e avrebbe preso parte con Flachi (anche accusato di associazione mafiosa) ed altri "alle discussioni su tematiche relative alla gestione della carrozzeria e del personale". Carrozzeria che sarebbe stata intestata a Terlizzi perché Flachi temeva, secondo gli inquirenti, che gli sarebbe stata sequestrata come misura di prevenzione dai magistrati.

Terlizzi, si legge sempre nel decreto di fermo, si sarebbe speso pure per "agevolare le denunce dei clienti presso la stazione dei Carabinieri di Affori" sui finti incidenti. E per questo avrebbe avuto rapporti con Cosimo Caputo, ex appartenente all'Arma dei Carabinieri e tra i 13 fermati nell'inchiesta. Terlizzi, infine, si sarebbe messo d'accordo coi periti "conniventi pronti ad agevolare le truffe sulle assicurazioni".