Arrestato il padre di Matias, ucciso a 10 anni. La moglie lo aveva già denunciato per violenze

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(Photo: HPOST03)
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E’ stato arrestato per l’omicidio del figlio il padre di Matias, il bimbo di 10 anni ucciso nel pomeriggio a Cura di Vetralla, in provincia di Viterbo. Mirko Tonkov è attualmente piantonato all’ospedale Belcolle.

Il bambino è stato ucciso con una coltellata al collo nella sua casa di Vetralla, trovato cadavere dalla mamma rientrata a casa nel pomeriggio. Nella stanza accanto - in stato di semi incoscienza - il padre: Mirko Tonkov, un 44 enne polacco, già in precedenza raggiunto da un provvedimento di divieto di avvicinamento alla moglie e al figlio, emesso dal tribunale di Viterbo dopo che la moglie - una albanese di 37 anni - lo aveva denunciato per le violenze commesse sotto effetti dell’alcol.

Secondo una prima ricostruzione l’uomo, che attualmente si trova all’ospedale Belcolle di Viterbo, si sarebbe allontanato da un nosocomio romano dove era ricoverato per Covid.

Il 44enne era stato notato nella mattinata, sembra già in stato confusionale, davanti alla scuola dove il bambino frequentava la quinta elementare per poi dirigersi verso l’abitazione dove la donna, da cui non era ancora separato legalmente, viveva con il figlio.

Sulla vicenda stanno ora indagando i carabinieri di Viterbo che stanno ascoltando tutti i possibili testimoni per cercare di capire cosa sia accaduto tra le 13.00, quando un parente ha riaccompagnato a casa il bambino finite le ore di lezione, e le 15.30, quando la mamma è rientrata a casa.

A riferire la tempistica ai carabinieri di Viterbo è stata la stessa donna, poi ricoverata sotto choc mentre il padre, che non si rassegnava alla separazione, resta indagato per omicidio, piantonato in ospedale in attesa degli esami tossicologici.

“E’ con profondo dolore che apprendiamo la notizia dell’uccisione di un nostro piccolo concittadino - ha scritto il sindaco Sandrino Aquilani sulla pagina Facebook del Comune - Mattias aveva solo 10 anni ed ha trovato inspiegabilmente la morte. Una vicenda che ci lascia attoniti e sconvolti, e che in questo momento di inumana comprensione, in attesa che la giustizia terrena faccia il suo corso, ci deve portare alla riflessione, al raccoglimento e alla preghiera”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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