Arrestato un “Ma”: Alibaba cade in borsa, ma non è Jack Ma

Image from askanews web site
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Roma, 3 mag. (askanews) - Il titolo di Alibaba, il gigante cinese dell'e-commerce, ha registrato oggi in apertura delle contrattazioni un crollo alla borsa di Hong Kong a causa di una notizia piuttosto ambigua: l'arresto di una persona col cognome "Ma", proprio come Jack Ma, il fondatore del gruppo, sul quale da oltre un anno si sono addensate nubi. Lo racconta oggi il Financial Times.

Il Global Times - una delle voci delle autorità cinesi - ha scritto oggi che un uomo "di cognome Ma" è stato messo sotto "un'azione di restrizione penale" per avere "tentato di sovvertire lo Stato e dividere il paese" in "collusione con forze esterne". La notizia era arrivata dall'Ufficio di sicurezza nazionale di Hangzhou, provincia di Zhejiang.

La notizia ha ingenerato un'associaizone, evidentemnte, perché in apertura di mercato il titolo Alibaba è stato quotato il 9,4 per cento in meno rispetto alla precedente chiusura. Si è poi stabilizzato su un livello molto più vicino al dato precedente quando la televisione pubblica e gli altri media hanno precisato che il Ma indagato non è Jack Ma.

Il Global Times, nel caso suo, ha scritto che "il nome (del sospettato) è composto da tre caratteri cinesi, notizie secondo le quali il nome dell'uomo è formato da due caratteri non sono accurate". In cinese il nome di Jack Ma è Ma Yun ed è, appunto, formato da soli due caratteri.

Gli eventi odierni, comunque, confermano quanto meno la tensione che c'è attorno a Jack Ma. Il magnate cinese, fino al 2020 iper-attivo sui social media e particolarmente arrembante, dalla fine di quell'anno si è sostanzialmente eclissato dai media, salvo alcune, rare e poco rumorose presenze ad appuntamenti pubblici.

Intanto le autorità regolatorie cinesi hanno bloccato la quotazione in borsa di Ant Group, la fintech del gruppo, vanificando un affare da 30 miliardi di dollari e imponendo una pesante ristrutturazione alla compagnia.

Il "Ma" arrestato, invece, lavorerebbe come direttoree di un dipartimento ricerca hardware presso una compagnia tecnologica. Secondo il Global Times, avrebbe ricevuto un "lavaggio del cervello" da forze "straniere anti-cinesi" da marzo e avrebbe creato un gruppo anonimo per "avere un ruolo come agente di forze straniere, diffondere voci e disinformazione e diffondere una cosiddetta dichiarazione d'indipendenza per dividere il paese e sovvertire lo stato".

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