Arrigoni (Lega): in dl clima solo tasse e nessuna innovazione

Pol/Arc

Roma, 21 nov. (askanews) - "La Lega dice no a questo decreto inutile, a questo green new deal che non promuove alcun investimento in settori chiave della nostra economia, come quella circolare, delle rinnovabili e dell'efficienza energetica, dove da decenni operano con successo tante realtà imprenditoriali del nostro Paese. Ai cittadini servono provvedimenti che ne facilitino la vita, non bandiere da sventolare o accozzaglie di intenti come questo". Lo ha detto il senatore della Lega Paolo Arrigoni, in dichiarazione di voto sul dl clima al Senato.

"Nessuna strategia - ha insistito - solo misure spot: come definire il buono mobilità, per sostituire la mobilità privata con quella pubblica, che non funzionerà perché, la maggioranza non ha individuato un soggetto capace di gestire migliaia di domande di persone di tantissimi Comuni, senza contare le note criticità della disponibilità e della qualità dei servizi del trasporto pubblico. Sul trasporto sostenibile scandalosa la vostra bocciatura di garantire il servizio trasporto disabili con pulmini elettrici o ibridi e l'acquisto di mezzi Euro 6 di ultima generazione a basse emissioni, a cui le comunità montane risponderanno mantenendo il vecchio pulmino inquinante. Incomprensibile come nella vendita dei prodotti sfusi, introdotta per la demagogica lotta all'uso della plastica, abbiano bocciato i prodotti agricoli, voltando le spalle agli agricoltori, mentre per i prodotti alimentari è stato dimenticato il tema della loro conservazione senza opportuno imballaggio. Nulla per rimuovere gli ostacoli normativi che rallentano per il fotovoltaico e l'eolico la diffusione di nuovi impianti o l'ammodernamento di quegli esistenti, rendendo difficilmente perseguibili gli obiettivi al 2030 di produzione di energia da fonti rinnovabili".

"Questo decreto poi - ha proseguito l'esponente della Lega - sottrae con la solita manina 33 milioni di euro per due iniziative dell'ultimo minuto, il programma sperimentale "mangia plastica" per l'acquisto di eco-compattatori e il programma "Italia verde", con l'istituzione del titolo "Capitale verde d'Italia" da assegnare ad una città italiana: due misure, che tolgono fondi alle bonifiche dei tanti siti contaminati di cui è disseminata l'Italia, in primis Taranto e la sua triste vicenda. Il cosiddetto decreto clima non è una svolta, è un mix di demagogia e tasse punitive, è un altro pessimo prodotto della supponenza e di un governo allo sbando. È concepito male e ha perso l'occasione di colmare le carenze e dargli sostanza. Prima se ne vanno, prima torneremo ad occuparci seriamente dell'Italia".