Arriva dal Giappone la Popillia Japonica, terrore delle colture

popillia japonica

Dal Giappone arriva il coleottero che divora foglie, fiori e frutti: la Popillia Japonica. Ad esserne preoccupati viticoltori, coltivatori e floricoltori di Biella, ma i primi casi erano stati registrati già nel 2014 nel Ticino. A segnalare la presenza del coleottero, l’agronomo Michele Colombo, che ha inviato una segnalazione al Servizio della Regione.

L’incubo di Biella

Colpisce anche il Biellese la Popillia Japonica, il coleottero che arriva dal Giappone, terrore delle colture. Divora foglie, fiori, frutti di ogni pianta e alberi come peschi, meli, mirtilli, ma anche quelli più grandi come faggi, betulle ed aceri. Non risparmia neanche le rose e gli orti. La Popillia preoccupa floricoltori, coltivatori e viticoltori: dalle prime indiscrezioni, sarebbe giunta a Malpensa trasportata proprio dagli aerei. Non è nuova nel territorio italiano, e sono proprio i casi passati a far tremare tutti: registrata per la prima volta nel parco del Ticino nel 2014, si è poi diffusa nella zona di Novara. Villa del Bosco e Gattinara hanno rivelato la sua presenza lo scorso anno, e la Regione Piemonte aveva classificato le zone come infestate. Michele Colombo, agronomo biellese, ne ha rivelato la presenza anche a Sostegno – un’area che rientrava nella “zona cuscinetto” dove la Popillia non era stata ancora avvistata, mentre a Lessona sono stati alcuni viticoltori a lanciare l’allarme. Una volta raccolte tutte le segnalazioni, Colombo ha prontamente avvisato il Servizio fitosanitario della Regione, che impiega trappole per catturare gli adulti della specie nelle zone già infestate. “Nella vigna vicino al campo sportivo ho visto alcune foglie bucate e poi ho riconosciuto l’insetto. Ho ucciso subito i 3-4 esemplari che ho trovato e ieri mattina ho anticipato il trattamento insetticida che già siamo obbligati a fare contro la Flavescenza dorata e che pensavo di fare la settimana prossima. Ne ho parlato con altri 2 o 3 viticoltori a me vicini e anche loro hanno trovato l’insetto nelle proprie vigne. È una battaglia che dobbiamo combattere tutti insieme”, ha poi dichiarato l’agronomo.

Problema contenuto

“Per ora il problema è contenuto, la sfida è impedire alla Popillia, che di inverno si incuba nei prati, di proliferare perché diventa molto dannosa quando gli esemplari sono 20-25 per pianta. Invito tutti a segnalarmi eventuali avvistamenti”, dice Colombo. Per l’uomo, il trattamento usato contro la Flavescenza dorata agisce anche contro la Popillia, di cui per il momento si parla solo di 1-2 esemplari per pianta. “Nessuno di noi per ora ha trovato la Popillia – ha comunicato Renato Furno, presidente dell’Associazione biellese floricoltori e vivaisti. “I tecnici della Regione vengono periodicamente a monitorare la situazione e noi stessi facciamo attenzione perché purtroppo presto sarà un grande problema. Ho colleghi in Lombardia che hanno dovuto proteggere con reti i loro vivai ed è un costo enorme. Per le coltivazioni in vaso, poi, servirà la pacciamatura per impedire che la Popillia depositi le larve nella terra e, attraverso la commercializzazione delle piante, si diffonda in altre zone.”