Arriva Fireside, l'anti-Clubhouse

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AGI - Il nome scelto (Fireside si può tradurre con “focolare”) propone un clima familiare. E forse c'è un richiamo alle “Fireside chats”, gli appuntamenti radio – in onda tra il '33 e il '44 - nei quali il presidente Usa Roosevelt si rivolgeva direttamente agli americani. L'app vuole però portare le chiacchierate tra amici su un'altra scala.

L'obiettivo è aiutare i creatori di podcast e talk show, scrittori e conferenzieri a produrre contenuti, diffonderli con la massima efficacia e interagire in tempo reale con il pubblico. Per l'occasione, Falon Fatemi (co-fondatore di Fireside assieme a Cuban e Mike Ihbe) ha rispolverato e aggiornato una celebre frase di Bill Gates.

Se per il fondatore di Microsoft “il contenuto è il re” (“content in king”), per Fatemi “quality content is king”. I contenuti di qualità regnano, ma non bastano: “Attrarre il pubblico è la sfida più grande, capire come reagisce in diretta è la chiave”.

Che cosa fa Fireside

I creatori di contenuti potranno avviare dirette (solo audio o anche video) direttamente dal proprio smartphone. Nella versione da ascoltare, Fireside è simile a Clubhouse (ma senza invito). Ci si iscrive all'applicazione, si guarda il palinsesto degli eventi, si partecipa. L'interazione è simile ad altre piattaforme: mentre gli ospiti dell'evento parlano, il pubblico può reagire con le emoji (le solite mani che battono, pollici all'insù, cuori).

Fin qui nulla di nuovo. Ma da qui iniziano le reali aspirazioni di Fireside. Se Clubhouse faceva della chiusura la propria peculiarità, l'applicazione di Cuban va nella direzione opposta: può trasmette automaticamente la diretta su altre piattaforme (da YouTube a Facebook fino a Twitch), registrarla, trascriverla, salvarla e modificarla. Con l'aiuto dei dati: Fireside indica quali parti del contenuto hanno avuto reazioni negative, quali sono state le più e le meno coinvolgenti, consentendo (se si desidera) di tagliarle prima di condividerla on demand su altre piattaforme.

Come girano i soldi

Le piattaforme che permettono di interagire in diretta sono ormai una tendenza. Fireside, però, fa leva sulla reazione del pubblico per facilitare la vita dei cosiddetti “creator”, che potranno aumentare la propria platea e allungare la vita dei prodotti (dalla diretta ad altre forme di distribuzione). Ma chi e come potrebbe guadagnare?

I creatori dovrebbero monetizzare in due modi: da un lato amplificando i sistemi già previsti dalle piattaforme esterne (da Youtube ai distributori di podcast); dall'altro direttamente su Fireside, tramite biglietti d'ingresso virtuali agli eventi e inserzioni pubblicitarie. Sugli incassi “fatti in casa”, la piattaforma preleva una commissione del 3% fino alla soglia dei 30 mila dollari, per poi passare al 15%.

In più, l'app vuole puntare sugli Ntf (Non fungible token), cioè “certificati” su blockchain che attestano l'autenticità di un'opera digitale. In sostanza, sarà possibile trarre da spettacoli e conferenze clip e immagini, per poi metterle in vendita come Ntf.

Selezione all'ingresso

Dai primi nomi noti (soprattutto negli Stati Uniti) presenti su Fireside, sembra chiaro che l'app si rivolga ai professionisti: comici, attori, personaggi televisivi. Fatemi ha sottolineato, però, che a fare la differenza non sarà il numero di fan ma quanto gli ospiti “credano nella costruzione del proprio business”. Spazio quindi anche ai nuovi talenti, ma con uno sbarramento professionale e una forte selezione all'ingresso.

L'interattività non sembra quindi essere quella del focolare quanto piuttosto quella tra palco e platea. Una scelta che, nelle intenzioni della società, dovrebbe avere almeno due vantaggi: favorire la creazione di contenuti di qualità e ridurre gli impicci legati alla moderazione (bega non da poco per una piattaforma che punta sulle dirette). In ogni caso, il nodo del controllo (preventivo, in tempo reale o successivo all'evento) resta, soprattutto se la piattaforma dovesse avere successo e allargarsi.

L'impronta di Mark Cuban

In molte scelte di Fireside si vede la mano di Mark Cuban. Il miliardario statunitense ha fatto fortuna con Broadcast.com, società apripista delle internet radio. Una compagnia nata per sole voci che ha poi integrato i video, prima della vendita a Yahoo per 5,7 miliardi di dollari. Cuban è anche un grande sostenitore degli Ntf: già lo scorso marzo ha aperto una propria “galleria d'arte” di opere digitali.

E c'è poi un altro elemento che suggerisce quanto Cuban senta Fireside una propria creatura: oltre a essere presidente dei Dallas Mavericks (in Nba), è un investitore seriale. Ma è raro che scriva sul suo curriculum “co-fondatore”. Con Fireside lo ha fatto. 

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