Un cassetto digitale degli atti della P.A. per evitare le scartoffie

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(Photo: Jose A. Bernat Bacete via Getty Images)
(Photo: Jose A. Bernat Bacete via Getty Images)

Gli italiani possono sperare di evitare l’accumulo di scartoffie, documenti, ricevute di pagamento e notifiche, lettere ricevute e risposte date alle amministrazioni pubbliche. Arriva un “cassetto digitale degli atti” che farà da interfaccia tra i cittadini o le imprese e la Pubblica Amministrazione, consentirà pagamenti e anche di archiviare atti e notifiche, anche di valore legale. Questa la principale novità in arrivo nel 2022 con l’attuazione di alcuni dei progetti del Pnrr da parte della società PagoPA, la società pubblica per il digitale. “L’obiettivo è rendere i servizi Pa semplici come i privati”, dice il Ceo Giuseppe Virgone.

Vedrà la luce l’anno prossimo anche la piattaforma digitale nazionale dei dati che consentirà l’interoperabilità tra le varie amministrazioni. In pratica l’Isee basterà fornirlo una volta sola, come il titolo di studio o il proprio indirizzo. Una Piattaforma Digitale Nazionale dei Dati, con il dipartimento della Trasformazione Digitale e degli Enti, realizzerà una piena ‘interoperabilità’ tra le banche dati a partire da quelle dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inps e dell’Anagrafe della popolazione. Duplice l’effetto: da una parte gli enti si scambieranno in sicurezza i dati senza richiederli, dall’altra il cittadino non dovrà fornire nuovamente informazioni che la Pa già possiede.

I primi dati di bilancio di PagoPA - la società pubblica per i servizi digitali, indicano un totale di 180 milioni di operazioni di pagamento, per un valore di 34 miliardi; i download dell’app IO a quota 24 milioni, con quasi 55 mila servizi offerti da oltre 6.500 enti; una piattaforma di pagamenti elettronici, chiamata Centro Stella, che ha consentito durante il cashback di gestire più di 4 milioni di transazioni al giorno e che presto consentirà nuovi servizi e sinergie tra pubblico e privato, come l’erogazione semplificata di bonus attraverso gli oltre 3mila POS distribuiti sul territorio nazionale.

“Il 2021 è stato un anno di svolta per la pubblica amministrazione digitale - spiega l’amministratore unico di PagoPA, Giuseppe Virgone - abbiamo dimostrato che i servizi pubblici possono funzionare bene come quelli privati. Si comincia a formare una coscienza digitale bel settore pubblico e PagoPA sta cambiando il sistema e portando le amministrazione a pensare i servizi direttamente in digitale e a misura di cittadino”.

La filosofia che è alla base dei progetti realizzati e di quelli che arriveranno - ad esempio la possibilità di ricevere subito i bonus pubblici legati ad acquisti di beni e servizi come previsto da un emendamento appena approvato nel decreto Recovery - Virgone la spiega così: “i servizi digitali funzionano solo se sono davvero semplici, se il servizio viene erogato senza che il cittadino debba attivarsi”. E’ in fondo l’esempio del green pass che, per chi ha l’ App IO, arriva automaticamente senza dover far altro che fare il vaccino o il tampone. In media sono circa 900 mila le visualizzazioni giornaliere del green pass tramite questa app di servizi pubblici, con picchi in alcuni giorni particolari come quello dell’introduzione per l’ingresso nei luoghi di lavoro, di 1milione e 600mila visualizzazioni in un giorno.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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