Arriva il domicilio digitale: entro il 2019 multe e atti pubblici via mail

Il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia (Getty)

Non si avrà già terrore di ricevere una multa via raccomandata. Entro il 2019, infatti, arriverà il domicilio digitale. Ogni cittadino potrà ricevere multe, cartelle esattoriali e altri atti della pubblica amministrazione su un indirizzo elettronico. Addio carta e posta raccomandata, quindi. La novità è contenuta del decreto legislativo correttivo del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), in conformità a quanto previsto dalla riforma Madia.

La digitalizzazione dovrebbe garantire un risparmio nel lungo periodo. Tra il 2018 e il 2019 il costo per l’attivazione del servizio raggiungerà i 200mila euro, ma il domicilio digitale farà risparmiare circa 250 milioni di euro ogni anno. Si tratta delle spese che riguardano i costi per la spedizione delle raccomandate, e anche quelli sostenuti della Pubblica amministrazione “per produrre, conservare, trasmettere documenti cartacei”, nonché altri costi, diretti (carta, toner, buste, etc.) e indiretti (costo del lavoro, tempo per attività manuali, tempo impiegato dal destinatario in caso di assenza per recuperare una raccomandata, etc.).

Il domicilio digitale coincide con la PEC. L’obiettivo è rendere trasparente, semplificare e accelerare i procedimenti che riguardano tutte le comunicazione aventi valore legale. Si creerà un elenco dei domicili digitali delle persone fisiche e dei soggetti privati che sarà liberamente consultabile e in cui i cittadini potranno presto aggiungere il proprio e attivate il nuovo domicilio che fungerà da canale di comunicazione unico con le pubbliche amministrazioni. Gli indirizzi di domicilio digitale saranno raggruppati in tre canali: portale web dedicato (a seguito di autenticazione via Spid o Cns), trasferimento nel registro apposito della Pec presente su Ini-Pec e dichiarazione del domicilio attraverso specifiche sezioni dei portali nazionali di servizi dedicati al cittadino.

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