Arriva la tecnologia a ultrasuoni per vinificare le uve rosse

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 10 apr. (askanews) - Uno studio dimostra l'efficacia potenziale degli ultrasuoni ad alta potenza sul processo di macerazione delle uve rosse. Lo studio, intitolato Innovazioni sul processo di vinificazione in rosso tramite la tecnologia a ultrasuoni, è di Andrea Natolino, dottore di ricerca in Scienze degli Alimenti del dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali (DI4A) dell'Università di Udine, che si è aggiudicato, nell'ambito dell'Enoforum Contest, il più grande congresso tecnico-scientifico mondiale per il settore vitivinicolo, il premio speciale SIMEI-UIV per la migliore ricerca in ambito tecnologico, patrocinato dal Salone Internazionale Macchine per Enologia e Imbottigliamento (SIMEI) e dall'Unione Italiana Vini (UIV), e finanziato dalla stessa UIV.

Il lavoro di ricerca è stato condotto da Andrea Natolino ed Emilio Celotti, docente di Enologia del DI4A, con la collaborazione di Tomas Roman e Giorgio Nicolini della Fondazione Edmund Mach di S. Michele all'Adige.

La tecnologia a ultrasuoni è stata recentemente riconosciuta dall'Organizzazione internazionale della Vigna e del Vino (OIV) come una delle tecnologie innovative più promettenti per la vinificazione. La ricerca, presentata lo scorso febbraio nel corso dell'Enoforum Web Conference, è stata premiata per la sua forte trasferibilità industriale da una platea di oltre 5500 tecnici del settore viticolo ed enologico provenienti da 70 Paesi, che l'hanno scelta tra i 42 lavori selezionati dal comitato scientifico internazionale.

All'Enoforum Contest - che riunisce produttori, tecnici, enologi e agronomi, ricercatori e fornitori di tecnologia, stimolando la nascita e lo sviluppo dell'innovazione nel settore vitivinicolo - oltre al tradizionale premio principale, sono stati istituiti e assegnati quest'anno ulteriori tre premi speciali: il premio Simei-UIV, andato ad Andrea Natolino; il premio Oenoppia per la migliore ricerca sui prodotti enologici, ad Ana Hranilovic dell'Università di Adelaide (Australia); il premio Assoenologi per la migliore ricerca italiana, ad Andrea De Iseppi dell'Università di Padova.