Arte, la ‘Madonna con Bambino’ di Lastra a Signa torna a casa

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Roma, 9 lug. (askanews) - E' tornato a casa, nella chiesta di San Pietro a Malmantile a Lastra a Signa, in provincia di Firenze, il dipinto a olio su tela 'Madonna con Bambino', che era stato trafugato tra il 2 e il 3 marzo 1981 dalla chiesa Santi Maria e Lorenzo, nella frazione di Marliano.

Stamane l'opera è stata riconsegnata al parroco don Stefano Pieralli dal comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Bologna, il tenente colonnello Giuseppe De Gori. Il quadro - si ricorda - ha dimensioni di 69,5x43 cm ed è risalente al XVIII secolo.

La cerimonia si è svolta alla presenza del sindaco di Lastra a Signa, Angela Bagni, e del vicedirettore dell'ufficio arte sacra e Beni Culturali Ecclesiastici dell'Arcidiocesi di Firenze, Alessandro Bicchi.

In una nota si spiega che l'importante recupero è stato possibile grazie ai controlli effettuati in occasione di una manifestazione fieristica a Parma da parte del Nucleo TPC di Bologna, mediante la comparazione dell'immagine del dipinto messo in vendita presso uno stand espositivo di un antiquario toscano con quella inserita nella "Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti", database gestito dallo stesso Comando TPC.

Gli approfondimenti investigativi condotti dai carabinieri, dopo l'immediato sequestro del bene, hanno confermato che l'antico dipinto posto in vendita, pur essendo stato oggetto di un intervento di restauro successivo al furto realizzato probabilmente per renderlo più facilmente commercializzabile e meno riconoscibile nell'opera trafugata presente nel database dei militari.

Il funzionario incaricato ha spiegato: "Da una prima osservazione dell'opera sequestrata con la foto di Catalogo appare evidente l'assenza delle due coroncine metalliche, applicate in epoca successiva, sulla testa della Vergine e del Bambino. Altra differenza evidente è la diversa scollatura della veste della Vergine. Da un'indagine ravvicinata e sulla scorta della scansione ottenuta si è potuto constatare che la veste più accollata della foto di catalogo era il frutto di una ridipintura: nel dipinto sequestrato il colore dell'incarnato appare più abraso in corrispondenza della ridipintura asportata e in fluorescenza UV appaiono diversi ritocchi che seguono l'impronta del colore rimosso".

Le indagini, coordinate dalla Procura di Parma, hanno appurato che l'opera era stata oggetto di una compravendita nella provincia di Arezzo almeno vent'anni prima. Il dipinto, che era stato trafugato insieme ad altri beni ecclesiastici (candelieri, calici e un crocifisso), dopo la cerimonia ufficiale di riconsegna potrà essere finalmente restituito alla comunità.

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