Arthur fa muro, ma ora è il Barcellona a spingerlo verso la Juve

Nicola Balice

A volte c'è chi pensa sia meglio ribadire il concetto. È stato questo il caso di Lucia Mello, che per chi non lo sapesse (e prima di oggi era la stragrande maggioranza) è la mamma di Arthur. Che “è felice al Barcellona”, ha ribadito mamma Lucia sotto un tweet di radio Onda Cero che rilanciava la prima pagina di oggi di Tuttosport. Un pensiero che settimane fa aveva espresso piuttosto chiaramente anche lo stesso centrocampista brasiliano. Ma tra una dichiarazione e un tweet, la trattativa è andata avanti, anche con qualche botta e risposta piuttosto piccato tra Juventus e Barcellona. Ora, però, a che punto è l'operazione? 

LA SITUAZIONE – Allo stesso punto di una settimana fa. Perché nonostante i contatti tra il suo entourage e la società bianconera vadano avanti, la posizione di Arthur è ancora quella di chi non vuole lasciare Barcellona. Perché nonostante i blaugrana lo abbiano ormai messo alla porta sapendo di dover sacrificare qualcosa per riuscire a mettere a posto il bilancio senza abbassare il livello del proprio organico. E quello di Arthur resta l'unico nome accettato dalla Juve per inserire nell'operazione Miralem Pjanic. Si possono trovare accordi diversi, ma senza Arthur non si potrà arrivare al centrocampista bosniaco. Che non partirà né per Ivan Rakitic né per Arturo Vidal, tanto per citare due delle alternative proposte dal club blaugrana.

IL FORCING – Non è una questione economica a rappresentare il problema tra Arthur e la Juve. Il nodo da sciogliere è semmai quello tra Arthur e il Barcellona, che pure lo sta facendo allenare anche con la squadra riserve. Un braccio di ferro interno, che vede nel club blaugrana il ruolo di chi prova a spingerlo via, fin qui senza successo. Ma la stagione è ancora lunga, il mercato almeno formalmente è ancora lontano. E per completare l'ingaggio di Pjanic anche il Barcellona sa che sarà necessario convincere Arthur ad andare via.