Artissima, una fiera per rendere forti anche i tempi complessi

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Image from askanews web site
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Torino, 30 set. (askanews) - Centocinquantaquattro gallerie da 37 Paesi e un tema che vuole puntare a valorizzare anche le difficoltà degli ultimi mesi: la fiera Artissima torna in presenza a Torino dal 5 al 7 novembre, un appuntamento che coinvolge gli spazi dell'Oval, ma anche tutta la città, e che per il quinto anno è diretto da Ilaria Bonacossa.

"Il tema è 'Controtempo' - ha detto ad askanews la direttrice - e come nella musica vogliamo battere sui tempi deboli per renderli forti. In qualche modo è quello che Artissima vuole fare con le gallerie: rendere un momento complesso un momento forte di ripartenza".

La ventottesima edizione della fiera torinese del contemporaneo si articola tra fisico e digitale, con le quattro sezioni storiche che tornano nei padiglioni e le tre curate che presentano tanto delle mostre collettive all'Oval quanto un'ampia sezione online, sotto il cappello di Artissima XYZ. Con l'intento di offrire una risposta il più possibile articolata a un mondo dell'arte che ha visto dal 2020 cambiare molte cose.

"Io credo - ha aggiunto Bonacossa - che sempre di più i collezionisti vogliano l'esperienza dell'arte, non solo possedere un oggetto. Per questo la fiera in presenza è importante, perché è il modo per parlare con i galleristi, magari conoscere gli artisti. Siamo davanti a una tipologia di collezionisti che vuole 'mettere le mani in pasta', vuole essere coinvolto nel mondo dell'arte".

Molto importante anche la relazione con la città, con i suoi musei e con i diversi soggetti culturali. Così come con Intesa Sanpaolo, main partner di Artissima, che porterà in fiera una selezione delle proprie collezioni di arte, ma anche di fotografia. Nel segno di una relazione forte e rinnovata con la cultura e con il territorio, su cui ha insistito anche il presidente della banca, Gian Maria Gros-Pietro.

"Continuiamo ad accogliere e ad acquistare nuove opere - ci ha detto - e a investire nelle nuove tecnologie. Qui a Torino stiamo per aprire una nuova sede delle Gallerie d'Italia nel palazzo di piazza San Carlo. Questa sede sarà dedicata alla fotografia e all'immagine, che è la comunicazione del futuro, perché non ha bisogno di nessuna traduzione".

Insomma, la sensazione è che Artissima possa essere un'occasione importante per il fare sistema della città, per dare un'ulteriore spinta alla ripartenza. Anche nell'ottica di valorizzare quello che poi resta l'obiettivo principale di una fiera, ossia vendere.

"Mi aspetto che la fiera vada bene - ha concluso Ilaria Bonacossa - perchè quello che è centrale è che la qualità dell'offerta sarà molto alta, perché gli artisti hanno prodotto e alla fine queste cose non le ha viste nessuno quasi per due anni. Quindi davvero le gallerie possono portare dei lavori fantastici, perché non solo non hanno fatto mostre loro, ma non ci sono state mostre nei musei o nelle Fondazioni. Quindi io mi aspetto una qualità così alta che i collezionisti non potranno resistere".

Una qualità che deriva anche dal team curatoriale, che ha visto coinvolti complessivamente oltre 50 tra direttori e curatori di musei, e dalle proposte espositive, come il focus sull'India o i talk su arte e impresa. E passa anche per i nove premi che saranno assegnati in fiera.

(Leonardo Merlini)

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