Arzà (Assogasliquidi): 'Non basta ripresa, serve politica attenta a industria'

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Roma, 17 nov. (Adnkronos) – "La pandemia ha sconvolto e messo in discussione i parametri di produzione e consumo a livello globale, con forti ripercussioni sul sistema economico, e il settore del Gpl ha particolarmente accusato gli effetti della crisi". Così Andrea Arzà, presidente di Assogasliquidi, in occasione della presentazione del rapporto realizzato da Ey 'Valutazione degli impatti del settore del Gpl'.

"Si intravedono timidi segnali di ripresa sui consumi del 2021 rapportati al 2019 per quanto riguarda il settore della combustione, ma continua il gap per quanto riguarda i volumi registrati nel comparto auto: nel raffronto tra i dati dei primi 9 mesi del 2021 rispetto all’analogo periodo del 2019 (ante pandemia), il mercato del Gpl auto segna ancora un preoccupante -15% dei consumi. Non c’è dubbio però che quanto è stato perso nel 2020 non si recupererà nel 2021. A maggior ragione, governo e istituzioni devono urgentemente introdurre le misure che da tempo proponiamo e che potrebbero compensare il gap economico che si è prodotto negli ultimi due anni". "Penso per esempio – spiega Arzà – alla nostra proposta di incentivo per la conversione a gas delle auto circolanti euro 4, 5 e 6 a diesel e benzina che, oltre ai forti benefici ambientali (riduzione sino a 12 ton di NOx e 42mila ton di CO2), darebbe un grande respiro a tutta la filiera che, come conferma il rapporto di Ey, è una grande realtà produttiva italiana e il suo peso è rilevante sia a livello economico che sociale".

"Accanto a queste misure di carattere urgente – ha continuato Arzà – è poi necessario intervenire sul pacchetto Fit for 55, rispetto al quale il settore dei gas vuole rappresentare parte della soluzione: ma per far sì che questo avvenga le previsioni vanno riviste per mantenere una fiscalità contenuta sui gas (sia per il riscaldamento sia per la mobilità), introdurre il criterio della valutazione delle emissioni di CO2 in un’ottica Well to Whell o Lca oltre a rivedere l’inasprimento delle soglie emissive che di fatto prevedono un 'ban' del motore endotermico al 2035. In questo modo si eviterebbe di bloccare gli investimenti industriali a vantaggio dello sviluppo di soluzioni bio e rinnovabili per i carburanti e della valorizzazione delle infrastrutture esistenti. Come settore del GPL siamo infatti fortemente impegnati nello sviluppo delle componenti bio (Biogpl) e rinnovabili (miscelazione con prodotti rinnovabili come, ad es, l’rDme) da miscelare al prodotto fossile per ridurre in modo considerevole l’impronta carbonica nell’intero ciclo di vita sia negli usi di riscaldamento, industriali/commerciali ed agricoli sia in quelli come carburante per i motori. Ma gli sforzi delle imprese in questo settore devono trovare il sostegno della politica".

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