Ascesa e caduta di Bonafede, paradigma della debolezza del suo Conte

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Italian Justice Minister Alfonso Bonafede gestures as he arrives at the upper house of parliament ahead of a confidence vote for Italian Prime Minister Giuseppe Conte, in Rome, Italy, January 19, 2021. REUTERS/Remo Casilli (Photo: Remo Casilli via Reuters)
Italian Justice Minister Alfonso Bonafede gestures as he arrives at the upper house of parliament ahead of a confidence vote for Italian Prime Minister Giuseppe Conte, in Rome, Italy, January 19, 2021. REUTERS/Remo Casilli (Photo: Remo Casilli via Reuters)

Alfonso Bonafede, che tonfo. Il suo vecchio amico Giuseppe Conte lo voleva capogruppo alla Camera. Niente di particolarmente eccitante ma almeno utile per gestire la partita del Quirinale. E poi era un segnale di ritrovata leadership: per imporre i suoi a Enrico Letta sono bastate due settimane, a Berlusconi una telefonata. Ma l’ex premier i 5 stelle non riesce proprio a governarli. Così Fofo dj - lo faceva davvero nella natia Mazara Del Vallo - diventa il paradigma della debolezza dell’avvocato del popolo. Non è che smaniasse per il nuovo incarico, meglio non presentarsi nemmeno, ipotesi data per molto probabile, e non bruciarsi del tutto.

In quanto a questo, la parabola di Bonafede è illuminante. Sul suo sorriso perenne, già celebrata dai cronisti, solo due anni fa avrebbero scommesso in molti. Allora era reduce da una cavalcata erratica e trionfante. Più Sancho Panza che don Chisciotte forse, ma sicuramente a segno contro i mulini a vento indicati dai 5 stelle. Il Palazzo, i corrotti, il Sistema. Da vero uomo nuovo pentastellato, forte dell’1.8 per cento raccolto per diventare sindaco di Firenze, poi di ben 227 voti alle parlamentarie, nel sistema ci arriva davvero. Com’è noto, è lui a inventare Conte premier per superare il nevrotico stallo del 2018. Il suo mentore, che assisteva al corso di diritto privato, lo insedia a via Arenula dove rimarrà - unico tra i ministri 5s - anche dopo il ribaltone post Papeete.

Da Guardasigilli, l’avvocato civilista Bonafede issa il vessillo grillino dell’Onestà. Nel suo nome, oltre a modificare la prescrizione nella Spazzacorrotti, infila diverse gaffe rivelatrici come quella terribile secondo la quale “gli innocenti non finiscono in carcere”. Da Bruno Vespa fa confusione tra reato colposo e doloso. Non importa, Fofo va avanti e di lì a poco diventa capo delegazione del MoVimento al governo. Nominato per acclamazione. Chi gli fa la guerra come Renzi è bloccato prima dalla pandemia poi dall’oggettivo potere del nostro, che esce indenne da due mozioni di sfiducia al Senato (a firma opposizione e Emma Bonino). Né gli fanno male la vicenda del video all’arrestato Cesare Battisti, o il caso Basentini-Di Matteo, da cui paradossalmente, esce persino rafforzato per aver resistito all’attacco di un ‘santino’ 5 stelle come il magistrato Di Matteo.

Altri tempi. L’aria cambia a inizio 2021, quando sostanzialmente il Conte 2 cade anche sul suo nome. Con l’arrivo di Draghi e del ministro Cartabia nonostante la strenua (e simbolica) resistenza - i ministri 5s arrivano a disertare un Cdm - la sua riforma viene di fatto smantellata. In autunno Bonafede si sposa con l’amata Valeria e la foto delle nozze è il simbolo dei 5 stelle dilaniati. Tra gli assenti giustificati e non, Di Maio, Di Battista e Casaleggio jr. Presente invece il suo sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi che in queste ore si è segnalato per un’uscita dai toni d’antan contro il povero Uggetti, l’ex sindaco di Lodi massacrato dalla gogna mediatica grillina. Segnali di avvelenamento dei pozzi. Asce di guerra dissotterrate contro il garantismo pd. Ennesima conferma di quanto Fofò rischi di rimanere vittima collaterale della fragilità del nuovo corso contiano. In caso, a futura memoria, citare l’epitaffio politico di Natalia Aspesi, marzo 2013: “Il cittadino Bonafede con irrefrenabile eloquio ha travolto a Otto e mezzo Lilly Gruber che, pur con la sua elegante sapienza, non è riuscita a stanarlo dall’ovvio”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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