Ascoltata da pm Roma figlia di desaparecidos

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Roma, 27 nov. (askanews) - "Dissero che papà faceva parte dei Montoneros. Lui era solo un tipografo e aveva un gran sorriso. Mamma non me la ricordo tanto. Dicono che un po' le somigli. Faccio la professoressa di storia in una scuola media. Insegno che quanto avvenuto in passato, nel mio paese, non deve più avvenire. Da nessuna parte". Così ha detto, Maria Eva Lerouc, figlia di Armando e Marta Saroff. I suoi genitori sono stati "trattati" dalla dittatura militare argentina a metà anni '70 e lei oggi ha raccontato tutto ai magistrati della Procura di Roma, nell'ambito di una inchiesta avviata sulla base delle denunce dell'associazione '24 marzo' nei confronti dell'ufficiale Carlos Luis Malatto, che oggi ha 70 anni.

Davanti ai pm Francesco Dall'Olio e Laura Condemi, oltre che all'aggiunto Francesco Caporale, Maria Eva ha ricordato gli anni vissuti con i nonni e quanto accertato sinora in diversi processi che ci sono stati in madre patria. "Chiediamo che Malatto venga processato anche in Italia - si sottolinea - lui ha la doppia cittadinanza e vive in provincia di Messina. Nel 2015 la Cassazione ha respinto la richiesta di estradizione, ma ci sono fatti nuovi e avvenuti nel corso degli anni 1975, 1976 e 1977, all'epoca in cui aveva la qualifica di tenente di Fanteria nel Reggimento di Fanteria di Montagna numero 22 dell'esercito argentino".

Nell'atto reso noto dalla '24 marzo' si spiega che Malatto "ha posto in essere plurime condotte di sequestro e di omicidio aggravato, in concorso e compartecipazione nel reato con altri soggetti, nei confronti delle vittime". La professoressa Lerouc ripete: "Per quanto riguarda mia mamma c'è una domanda che mi perseguita: che è successo? Un testimone ha detto di averla vista in un campo di concentramento e che era sottoposta a torture e violenze. Chiedo giustizia e verità. Uno dei miei figli adesso vive a Verona. L'altro studia psicologia. I miei genitori non facevano male a nessuno. Papà era solo un tipografo...".