Asia Argento: “Raffaella Carrà era ultraterrena, una donna modernissima eppure di altri tempi”

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ROME, ITALY - JANUARY 08:  (L-R) Asia Argento and Raffaella Carra attend 'Forte Forte Forte' TV show photocall at RAI Voxon Studios on January 8, 2015 in Rome, Italy.  (Photo by Elisabetta A. Villa/Getty Images) (Photo: Elisabetta A. Villa via Getty Images)
ROME, ITALY - JANUARY 08: (L-R) Asia Argento and Raffaella Carra attend 'Forte Forte Forte' TV show photocall at RAI Voxon Studios on January 8, 2015 in Rome, Italy. (Photo by Elisabetta A. Villa/Getty Images) (Photo: Elisabetta A. Villa via Getty Images)

Nel giorno della sua scomparsa, Asia Argento ricorda l’amica che la chiamò a fare il giudice con lei nel programma tv “Forte Forte Forte”. “Era unica, sapeva fare tutto, una star rimasta umile che nel passato amava stare da sola con pochissime persone a giocare a Burraco. Fu tra le poche a chiamarmi quando scoppiò il caso Weinstein dicendomi che avrei potuto contare su di lei”

“Quando l’ho saputo, sono caduta dalle nuvole, sono molto scossa, perché pensi che persone come lei possano vivere per sempre”. Raggiungiamo al telefono la regista Asia Argento che fu chiamata proprio da Raffaella Carrà - scomparsa oggi a 78 anni - per fare uno dei giudici del programma “Forte Forte Forte” su Rai Uno assieme a Joaquin Cortés e a Philipp Plein.

“Passammo insieme quasi otto settimane più il periodo di preparazione, dei giorni che non scorderò mai in cui dal vivo - quella donna straordinaria che quando la vedevo in tv da bambina consideravo un’apparizione - mi conquistò ancora di più”. “Sapeva di essere nazional popolare, di essere una star internazionale, ma come tutti i grandi che ho avuto la fortuna di conoscere fino ad oggi, era una persona profondamente umile e con i piedi per terra, una donna dotata di gentilezza e gratitudine”, continua a ricordare Asia che di recente si è raccontata in una fortuna e toccante autobiografia, “Anatomia di un cuore selvaggio” (Piemme), divenuta in poche settimane un super bestseller.

“Non riesco a parlare di Raffaella al passato – aggiunge senza nascondere la commozione – perché per me e per tutte le persone che l’hanno amata, conosciuta o semplicemente vista alla televisione o ballato una delle sue tante canzoni, c’è ancora. Piaceva perché era sé stessa, perché sapeva abbracciare un pubblico vastissimo ed ete...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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