"Aspettiamo Conte al Senato, ma non si andrà a votare", dice Renzi

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AGI - Renzi: "Aspettiamo Conte al Senato. Le elezioni? Tutti sanno che non si andrà a votare". "Conte ha risposto alle sollecitazioni di Italia viva, dicendo: 'Ci vediamo in Parlamento'. Lo aspettiamo al Senato, allora, che posso dire di più?". In un'intervista al Corriere della Sera il leader di Iv risponde così alla domande se il premier ha cambiato atteggiamento o è disposto a siglare un accordo con lui.

Poi l'ex premier aggiunge: "Non so da cosa derivi questa sua impressione. So che l'ultimo giorno dell'anno l'avvocato Conte ha disertato il Senato dove stavamo discutendo una legge di Bilancio da approvare in 24 ore, senza possibilità di fare emendamenti pena l'esercizio provvisorio. Siamo stati costretti a questo scandalo dai ritardi dell'esecutivo e tutto il Senato ha espresso il proprio rammarico per la mortificazione del Parlamento". E in quel momento, per Renzi "il presidente anziché venire in Aula a scusarsi, ha scelto di fare una conferenza stampa senza aspettare nemmeno per garbo che i senatori finissero il lavori".

Quanto ai possibili transfughi o cosiddetti "responsabili", Renzi dice che "ci hanno provato" ad avere il soccorso, ma "la risposta molto secca dei gruppi che fanno riferimento al segretario Cesa e al presidente Toti ha indebolito il progetto, così alla fine "il soccorso all'operazione 'responsabili' è arrivato solo dalla senatrice Mastella che è stata generosa pensando a ciò che i grillini avevano detto su di lei e sulla sua famiglia in passato".

Quanto alla possibilità di un Conte ter o di un nuovo esecutivo, Renzi risponde: "Non so che formula prevarrà. So che questo è il tempo di mettere al centro l'interesse dell'Italia e degli italiani contro gli egoismi di parte. L'appello del presidente della Repubblica nel messaggio di fine anno perché prevalgano le ragioni dei 'costruttori' mi sembra saggio e illuminante". E sulla possibilità di elezioni, dice: "Io non ho paura di niente, meno che mai della democrazia. Quanto ai diciotto senatori di Italia viva sono diciotto persone serie. Che sanno fare politica. E che non hanno paura delle elezioni. Per due motivi. Uno, perché le elezioni non fanno paura a chi è abituato a misurarsi con il consenso, secondo motivo è ancora più chiaro: tutti sanno che non ci saranno elezioni. Dobbiamo aprire le scuole, non i seggi", dice Renzi.