Aspi: Panzarella (Feneal), 'una svolta per il rilancio del gruppo'

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Roma, 1 giu. (Labitalia) – "Aspettavamo da tempo questo momento che finalmente chiude positivamente la lunga trattativa tra il concessionario e il governo mettendo la parola fine ad un periodo di incertezza durato due anni e mezzo". Con queste parole il segretario generale FenealUil Vito Panzarella commenta quanto emerso al termine dell’assemblea di Atlantia di ieri: l’approvazione dell’ipotesi di cessione della quota di maggioranza di Autostrade per l’Italia (Aspi) al consorzio costituito da Cdp Equity spa e i due fondi Blackstone Group e Macquarie, per un valore di 9,1 miliardi circa con i quali verrà rilevato l’88% della società controllata dai Benetton. Il prossimo 10 giugno il cda di Atlantia sarà chiamato ad approvare definitivamente la cessione. Positivo il giudizio di Panzarella sull’esito della trattativa che riporta sotto l’egida dello Stato la più importante concessione autostradale del Paese con oltre 3 mila km di autostrada gestiti da Aspi.

"Questa operazione – dichiara il segretario – consentirà di far ripartire quegli investimenti da troppo tempo bloccati anche per via del contenzioso in atto come, ad esempio, la realizzazione della Gronda di Genova e del Passante di Bologna, per un valore complessivo che supera i 4 miliardi di euro, accelerando al contempo quel piano di interventi di manutenzione straordinaria e di messa in sicurezza delle infrastrutture sull’intera rete autostradale in concessione, in parte già avviata da Aspi, e di cui il Paese ha estrema necessità". "Nonostante il closing dell’operazione sia previsto soltanto nel 2022 – prosegue il sindacalista – occorre da subito dare nuovo impulso alle attività, mettendo al centro del nuovo corso la sicurezza della rete autostradale, la qualità e il lavoro. Il tutto ripartendo dalle elevate professionalità e dal know how dei lavoratori del gruppo che in questi anni hanno attraversato momenti molto difficili".

"Prioritario – per Panzarella – sarà calendarizzare quanto prima un incontro con la nuova direzione aziendale per approfondire gli aspetti relativi al piano industriale e quelli del riassetto organizzativo del gruppo". "Subito dopo – sottolinea – chiederemo anche al ministro Giovannini il rispetto degli affidamenti presi dall’allora ministra De Micheli in merito alla salvaguardia del perimetro occupazionale delle imprese del gruppo che ad oggi comprende, oltre ad Aspi, le società Pavimental e Spea engineering, facenti parte del perimetro originario della privatizzazione, e la neonata Tecne specializzata in progettazione e direzione lavori, per un totale di oltre 3000 dipendenti".

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