Assalto No Vax al pronto soccorso, il primario: "Malati terrorizzati, mai vista tanta furia"

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L'ingresso del pronto soccorso del policlinico Umberto I dove la notte scorsa alcuni manifestanti No Vax hanno danneggiato alcune porte e stanze, Roma 10 ottobre 2021. ANSA/FABIO FRUSTACI (Photo: FABIO FRUSTACI - ANSA)
L'ingresso del pronto soccorso del policlinico Umberto I dove la notte scorsa alcuni manifestanti No Vax hanno danneggiato alcune porte e stanze, Roma 10 ottobre 2021. ANSA/FABIO FRUSTACI (Photo: FABIO FRUSTACI - ANSA)

“La sala emergenze era isolata, se fosse arrivato un paziente grave, in quei minuti l’accesso sarebbe stato impedito. Mai vista una tale furia”. È il racconto di Francesco Pugliese, direttore del pronto soccorso del Policlinico Umberto I, sull’incursione no vax nel suo ospedale, in una breve intervista al Corriere della Sera. E spiega:

“Avevamo questo paziente, arrivava dalla manifestazione, ma rifiutava i trattamenti, persino il tampone. Inveiva contro il personale. Dieci persone si erano radunate fuori dal pronto soccorso per lui, come fossero venuti a liberarlo. La tensione è salita quando sono diventati quaranta, parenti, amici, ma anche no vax e no green pass a sentire quello che urlavano... insulti irripetibili, minacce. Mai i colleghi si erano sentiti addosso parole di tale violenza. Cieca. Pura. Eppure parliamo di personale formato, con anni di esperienza, sanno gestire tossici, ubriachi, pazienti psichiatrici. Queste persone hanno fatto irruzione nell’area accettazione, in pratica isolando la sala rossa, quella dei pazienti critici. Se fosse arrivata un’urgenza in quei minuti....”.

Il primario racconta l’assalto al PS.

“Prima che arrivasse la polizia, nella zona sanitaria c’è stato l’assalto vero, con i medici, gli infermieri, le guardie che tentavano di respingere queste persone. Aggressioni, spintoni, bottiglie lanciate addosso. Hanno rotto la porta d’ingresso del pronto soccorso, ci sono stati altri danni, ma soprattutto hanno costretto il personale a barricarsi dietro le porte blindate della sala gialla. Era piena di pazienti, anche loro terrorizzati. Una rabbia mai vista, in un luogo dove si curano malati, moribondi. Un pronto soccorso è come la Croce rossa in zona di guerra: sacro, intoccabile”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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