Assemblea Capitolina approva nuove indennità per i consiglieri

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Roma, 8 nov. (askanews) - Via libera dell'Assemblea Capitolina, con 30 voti favorevoli, 4 voti contrari e due astenuti, tra le file di M5S e Lista Calenda, all'aumento delle indennità per i consiglieri comunali di Roma. L'atto elimina, così, il vecchio gettone di presenza e introduce una "indennità onnicomprensiva di funzione" fissata al 45% di quella riconosciuta al sindaco di Roma Roberto Gualtieri. A partire dal 2024, al netto, i membri dell'Assemblea guadagneranno circa 3.600 euro al mese, rispetto agli attuali 2mila riconosciuti ai più presenti. "Da 12 anni è vigente un decreto legislativo che consente ai componenti dell'Assemblea capitolina di percepire un'indennità di funzione - ha spiegato la presidente dell'Assemblea capitolina Svetlana Celli, prima firmataria della delibera 110/2022 che contiene l'innovazione -. Siamo chiamati a prendere atto delle decisioni contenute nel decreto interministeriale contenuto nella delibera, con la consapevolezza che esso non ha maggiori oneri per la finanza pubblica e che diventerà effettivo nel giorno della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale".

La presidente della commissione capitolina Bilancio Giulia Tempesta, ringraziando i colleghi che hanno sostenuto l'iniziativa, ha rivolto "il ringraziamento più importante al sindaco Gualtieri che ha capito l'importanza politica di questo percorso amministrativo che dopo 12 anni portiamo a compimento". Nell'atto, secondo Tempesta "Non c'è solo un tema di risparmio e di chiarezza di un percorso amministrativo che ha fatto finire la politica sulle cronache dei giornali per situazioni poco piacevoli, ma c'è il riconoscimento della dignità del consigliere comunale a Roma. Un compito che occupa molto tempo e non si può fare a mezzo servizio per rispondere a quello che ci chiedono i cittadini".

Dichiarazione di voto favorevole dal capogruppo di Fdi Giovanni Quarzo, che ha sottolineato "il senso di responsabilità che ha chi vota un bilancio da 7 miliardi di euro, che è una finanziaria nazionale", respingendo al mittente "tutte le polemiche, pretestuose e fatte in malafede". Il consigliere della Lega Davide Bordoni si è detto dispiaciuto "che questa legge sia rimasta nei cassetti dal 2009, Governo Berlusconi, quando riconosceva alla Capitale il suo status di Capitale. Spero che si continui a lavorare ancora insieme per il ruolo importante che hanno quest'Aula e i suoi consiglieri".