Assemblea Capitolina si apre con confronto Assessore-ambulanti

Red
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Roma, 28 apr. (askanews) - L'Assemblea Capitolina straordinaria, dedicata al caso della proroga delle concessioni al 2032 del commercio ambulante a Roma, si apre con un confronto serrato tra l'assessore al Commercio Andrea Coia e i rappresentanti della categorie che si alternano tra Campidoglio e Prefettura. A Palazzo Valentini, infatti, i responsabili della protesta stanno trattando l'allentamento del blocco della città organizzato in protesta contro il Comune di Roma che vuole mettere a bando le postazioni nonostante la proroga concessa dal Governo. La sindaca di Roma Virginia Raggi non presenzia alla seduta.

Il percorso, ha ricordato Coia, "parte da una richiesta della sindaca all'Agcm, a gennaio, che ha invitato Roma Capitale a disapplicare la legge, in quanto in contrasto con la normativa europea". Il 23 aprile, ha ricordato Coia, "la Giunta capitolina ha approvato una memoria per i rinnovi temporanei e per la predisposizione dei bandi, che sono la modalità per risolvere il tema delle concessioni nel rispetto dei principi euro-comunitari".

Coia ha segnalato che "il commercio su area pubblica è soggetto a fenomeni su cui sta indagando anche la magistratura. Tenuto conto di questo parliamo di circa 3 mila licenze e non 12 mila". Un Ordine del giorno del 2 marzo, ha ricordato Coia "votato sia da maggioranza che opposizione qui in Aula Giulio Cesare, invita alla concorrenza e ad aprire i mercati a nuovi operatori. Ci sono quindi due atti votati dall'Aula in contrasto uno con l'altro", ha aggiunto ricordando l'Atto d'Aula approvato dalle opposizioni e a prima firma del presidente M5S Marcello De Vito, favorevole alla proroga. "Le sentenze citate nel cautelare - ha sottolineato Coia - non sono state accolte e ne è stato rimandato il merito al Tar del Lazio che si esprimerà a ottobre. Si spera che la magistratura o il Governo vogliano intervenire per far luce su questa vicenda".

"Da decenni a Roma queste concessioni vengono rinnovate automaticamente - ha attaccato Coia - si è verificata la concentrazione di licenze nelle mani di diverse famiglie, in particolare una che viene spesso citata sui giornali. I bandi rappresenterebbero un'apertura a nuovi operatori, operatori che oggi non possono accedere a un posteggio al prezzo di un'istruttoria. In molti casi queste licenze vengono affittate e diventano una rendita, in passato non si è fatto nulla, anzi si sono concesse licenze anche in luoghi non idonei, andando in contrasto con il decoro e la sicurezza stradale".

Con la memoria della Giunta Raggi, secondo Coia "abbiamo fatto un passo importante: il rinnovo delle licenze condizionato al codice della strada. Nella partecipazione e nel dialogo con le associazioni abbiamo cercato di spiegare che le concessioni non riguardano solo le associazioni di categoria ma tutti i cittadini ed è compito degli amministratori tradurre le osservazioni in atti che portano un beneficio alla cittadinanza tutta. Sappiamo - ha sottolineato Coia - che è scomodo toccare un tema che nessuno ha mai toccato in precedenza, ma siamo qui e lo faremo".

Dure le repliche delle controparti alla linea della Giunta: "Ho ascoltato attentamente la relazione dell'assessore Coia, ma devo fare alcuni appunti - ha attaccato Valter Papetti, presidente di Fiva-Confcommercio Roma -: oggi siamo qui per chiedere all'Assemblea capitolina di rispettare le leggi e le normative vigenti, niente di più e niente di meno". Dal 2018, ha ricordato Papetti, "siamo in presenza di un dl del Governo italiano che ha stabilito che al commercio su aree pubbliche, i cosiddetti ambulanti, non vanno applicate le selezioni previste dalla direttiva europea Bolkestein. Proprio il M5S all'epoca fu tra i fautori dell'approvazione di questo decreto, e anzi se ne fece un merito. Il dl prorogava i rinnovi al 2020 per dare modo al Governo di preparare tutte le procedure per articolarne le modalità; a dicembre 2020, dopo circa due anni, il Mise ha emanato delle linee guida sui previsti rinnovi di concessione che dicono una cosa molto semplice e in contrasto con le parole dell'assessore Coia: non si tratta di rinnovi automatici ma di rinnovi che vengono effettuati previa verifica dei requisiti professionali e morali da parte degli operatori".

"L'amministrazione capitolina a dicembre ha recepito le linee guida del Governo e ha emanato una determinazione dirigenziale in cui avviava i procedimenti per i rinnovi così come previsto dalla legge - ha ricordato Papetti - dopodiché a gennaio la sindaca Raggi ha ritenuto di richiedere un parere all'Agcm che non poteva dire altro che la direttiva europea non prevede rinnovi automatici, ma i nostri non lo sono: la sindaca non poteva assolutamente derogare a una legge dello Stato basandosi su un parere dell'Agcm, e questo è un vulnus tanto che il 23 febbraio la sindaca ha annullato la precedente delibera, creando una situazione di caos e incertezza". Oggi, ha aggiunto Papetti "noi siamo qui per cercare di capire cosa sia successo e cosa abbia spinto la sindaca e l'amministrazione a prendere questa posizione. Non vogliamo nessun privilegio o favore, chiediamo solo che vengano applicate le normative nazionali che sono state approvate anche dalla Conferenza Stato-Regioni e dall'Anci e condivise con le categorie con un percorso di due anni".

Accorato l'appello di Roberto Di Porto, rappresentante di Uiltucs: "A Roma gli ambulanti vengono trattati in maniera diseguale. In virtù dei rinnovi fissati dal Governo al 2032, ci sono persone che durante il lockdown si sono sobbarcate di prestiti elargiti dalla Regione Lazio, o di fondi statali per le Pmi. C'è gente che si è indebitata ulteriormente per poter far fronte ai pagamenti che in questa fase storica il mondo sta vivendo. Se le cose dovessero andare come si sono prefissi la sindaca e l'assessore Coia sarebbe una tragedia, per famiglie, persone che hanno figli da mandare a scuola".

In un emendamento arrivato in Aula Giulio Cesare "c'è la proposta di dare un punteggio di merito ai ragazzi tra 18 e 35 anni - ha raccontato Di Porto -. Ben venga, ma in un momento in cui il mondo va avanti con la tecnologia noi auguriamo ai nostri figli di andare a fare gli ambulanti a 18 anni? Io ai miei gli auguro la laurea, non il lavoro che faccio io - ha protestato Di Porto -. Io lavoro tutti i giorni e credetemi, quello che c'è è una tragedia generata, prima della pandemia, dalla crisi economica e dalle delocalizzazioni. Banchi trasferiti in aperta campagna dove non c'è neanche un bar, un bagno - ha aggiunto, accorato -. L'abusivismo va combattuto, non l'ambulantato autorizzato chi ha una storia come categoria da 70-80 anni. Il lavoro dell'ambulante è duro ma dignitoso, voi questa dignità ce la state togliendo", ha concluso.