Assembramenti, Decaro: "Non è vietato uscire, forze ordine non possono fare di più"

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''Purtroppo non c'è una soluzione, perché se le regole prevedono che si può uscire e non ci sono limitazioni è normale che le persone escano e dopo tanti sacrifici vogliano andare nei posti che hanno sempre frequentato, vogliono riappropriarsi della quotidianità. L'unica cosa che possiamo fare è fare appello al senso di responsabilità: usare la mascherina, non uscire tutti assieme, non andare tutti negli stessi posti. Se si va in una strada e si vede che c'è tanta gente è opportuno, anche per la tutela della propria salute, che ci si sposti da un'altra parte, perché purtroppo rischiamo di vanificare quei sacrifici che abbiamo fatto tutti''. L'appello, attraverso l'Adnkronos, arriva dal presidente dell'Anci Antonio Decaro, dopo le immagini del gran numero di persone che hanno affollato le città nella giornata di ieri. ''Anche nella mia città, nonostante fossimo arancioni, comunque le persone sono uscite, sono andate tutte negli stessi posti, che sono, nel nostro caso, il lungomare'', ha detto Decaro.

Il presidente dell'Anci, rivolgendosi ai cittadini, sottolinea che ''mentre prima sembrava non finire mai, oggi sappiamo che la fine è quest'anno: dobbiamo soffrire un altro po', dobbiamo tutelarci un altro po', stare attenti''. Secondo Decaro è necessario ''mantenere il giusto equilibrio tra la tutela della nostra salute e quella delle attività economiche'' per cui da sindaco si dice ''preoccupatissimo''.

"Adesso siamo vicini alla soluzione del problema, sono arrivati i vaccini, rischiamo di aumentare di nuovo le restrizioni o di richiudere nuovamente le attività economiche, in particolare i bar e i ristoranti, o di non farli riaprire in quelle regioni dove potremmo a breve riaprire e tornare gialli - ha aggiunto - E' importante tenere conto che se non abbiamo un atteggiamento corretto mettiamo in difficoltà le attività economiche che sono già in crisi. I ristoranti e i bar sono stati chiusi per tanti mesi, le palestre, i cinema, le piscine, rischiamo di non farle aprire più''.

''Il settore della ristorazione è allo stremo e i nuovi ristori potranno arrivare solo col nuovo decreto, quindi con il nuovo governo, adesso non è possibile - ha spiegato Decaro - Non è arrivata ancora la cassa integrazione. Quindi rischiamo davvero, quando riapriremo tutto, di non trovare più quelle attività economiche che comunque hanno fatto da volano anche per il Paese, il turismo, le tante attività legate all'enogastronomia. Bisogna mantenere un comportamento responsabile''.

Tornado sulla questione dei controlli, Decaro ha precisato che, ''come ho detto più volte, anche se i sindaci ci mettono la faccia, non sono una nostra competenza''. In ogni caso, ha aggiunto ,''quando ci sono così tante persone si possono fare i controlli sulle mascherine ma se non è vietato uscire e le persone sono distanziate e usano la mascherina, le forze dell'ordine che cosa devono fare, cosa possono fare?'', si chiede il presidente dell'Anci. ''Non saprei nemmeno che cosa devo chiedere alle forze dell'ordine'', prosegue.

Sulle chiusure di strade o piazze, Decaro ha spiegato che ''abbiamo individuato alcune aree, però la situazione cambia di giorno in giorno, di città in città, c'è brutto tempo e non ci sono persone in giro, ieri se non ci fosse stata quella bella giornata la mattina non sarebbe uscito nessuno''.

''Abbiamo organizzato divieti di stazionamento nelle piazze dello shopping, anche ieri in alcune città sono state transennate alcune aree, ma ad esempio nel caso del lungomare che fai, lo chiudi al transito delle persone? - ha aggiunto - Quando le strade sono lunghe non è facile''.

''Oggi cominciamo a vivere la situazione della primavera passata, mentre fino a qualche giorno fa ci siamo preoccupati delle strade che venivano prese d'assalto nel periodo natalizio, adesso dobbiamo preoccuparci di quei luoghi che vengono presi d'assalto quando si alzano le temperature'', ha concluso.