Assenteismo al Cardarelli, 62 indagati tra infermieri e medici

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Un’indagine della Polizia di Stato ha portato alla luce ben 62 casi di assenteismo all’ospedale Cardarelli di Napoli. Ad essere iscritti nel registro degli indagati sono infermieri, medici, centralinisti e personale amministrativo, tutti dipendenti accusati di timbrare il cartellino per poi allontanarsi dai reparti e dall’ospedale per andare a fare dell’altro, senza compiere dunque il lavoro per cui percepivano regolare stipendio. Dalle indagini è inoltre emerso che un’infermiera non si disturbava nemmeno ad andare in struttura: mandava il proprio figlio, il quale aveva il compito di timbrare il cartellino per conto della madre che risultava quindi regolarmente sul luogo di lavoro.

Assenteismo al Cardarelli

Gli episodi sono stati tutti accertati tra il 2014 e il 2017 e sono state predisposte indagini e verifiche con appostamenti in borghese e telecamere nascoste. In questo modo sono state documentate gravi mancanze da parte di un nutrito gruppo di dipendenti del Cardarelli. Gli agenti si sono resi conto che l’assenteismo era una pratica in voga non solo tra il personale amministrativo, ma anche tra medici e infermieri, che spesso e volentieri non compivano i propri regolari turni di lavoro. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati a tutti gli indagati con l’accusa di violazione della legge Brunetta.

Mandava il figlio a timbrare

Al centro dell’inchiesta anche il comportamento di un’infermiera, che, invece di andare sul luogo di lavoro, mandava il figlio a timbrare il cartellino. Il ragazzino, di una decina d’anni, andava nell’area dei marcatempo e timbrava al posto della mamma. Nessuno lo aveva mai fermato o gli ha mai chiesto cosa ci facesse lì. I poliziotti hanno inoltre accertato che le assenze contestate, causavano disservizi per l’utenza e soprattutto per i pazienti. Al momento non sono stati emessi provvedimenti cautelati o sospensioni dal servizio.