Assistenti civici per i controlli, è coro di no

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Bocciatura trasversale per la squadra di assistenti civici proposta dal governo per il controllo del distanziamento sociale in Fase 2. "Assistenti civici per me no", scrive in un tweet il viceministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni prendendo le distanze dalla proposta. "Con il Movimento questa proposta non è stata condivisa e non la vogliamo. Noi siamo al governo per fare il bene dei cittadini nonostante le tante difficoltà. Basta sparate. Serve responsabilità e serietà", conclude. 

Stessa linea anche dai Dem. "Non servono assistenti civici. Servono ministri che facciano i ministri e amministratori che facciano gli amministratori. Non una schiera di influencer che commentano indignati le foto del giorno", afferma dal Pd Matteo Orfini. "Se apri i locali nei luoghi dove ci sono i locali le persone ci vanno. Se non vuoi che ci vadano o vuoi che ci vadano in numero limitato, organizzi prima afflusso, modalità e controlli", insiste. 

"Come spesso accade la penso come Matteo Orfini", afferma anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi. "Un ministro ha annunciato la creazione di un corpo di 60.000 assistenti civici. Boh, solo a me sembra una follia finalizzata ad avere visibilità? Non sarebbe meglio - afferma Renzi - valorizzare di più il terzo settore e il servizio civile?".  

E intanto da Iv arriva un'interrogazione urgente ai ministri Boccia e Catalfo. "Vi pare normale che in un momento così delicato, al limite della tensione sociale, chi svolge le funzioni di ispezione del distanziamento sociale possano essere volontari o percettori di rdc? A noi - scrivono in una nota il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone e la senatrice Annamaria Parente - sembra del tutto inopportuno che a supervisionare la correttezza dei comportamenti degli italiani, con particolare attenzione, vista la stagione, alla 'movida', possano essere cittadini semplici. I controlli - sottolineano - debbono essere fatti seriamente ed autorevolmente dalle forze dell’ordine. Potenziamo invece il servizio civile dei nostri giovani che svolgono il loro ruolo meritorio di volontariato sociale, nelle scuole, per gli anziani e le fasce di popolazione più fragili e magari - concludono - per la velocizzazione delle procedure burocratiche per la cassa integrazione, non certo per fargli fare da controllori ad altri cittadini".  

Di "proposta sbagliata" parla anche Leu. "È sbagliata perché in questo modo le persone vengono trattate come infanti che hanno bisogno della tata e non come cittadini da responsabilizzare ed eventualmente sanzionare se non rispettano le regole - sottolinea il senatore Francesco Laforgia -. Il governo si confronti con il Parlamento prima di assumere decisioni importanti. Perché ci mettiamo tutti la faccia in questa vicenda politica e in maggioranza rispondiamo in solido". 

Durissimo il leader di Azione Carlo Calenda secondo cui "la guardia civica va bene per il Venezuela. Pasquale Tridico dell'Inps non ci ha inondato di soldi, Vincenzo Boccia non ha speso 1 euro dei fondi europei e il commissario Arcuri ha fallito. Messaggi paternalistici da questi 3 incapaci sono inaccettabili. Fate il vostro lavoro. Gli italiani hanno fatto il loro". E insiste: "Come possiamo pensare che 60mila persone, senza arte né parte e formate chissà come, con un bando che arriverà persino in ritardo, si mettano a girare per l'Italia a dire agli italiani cosa devono fare sulla base di norme di cui nessuno capisce nulla. Pensiamo sia giusto, lecito, normale - incalza Calenda - che un Paese democratico assuma 60mila persone che non hanno nessuna esperienza e che non sono forze dell'ordine per vigilare sul comportamento degli italiani? Questi 3 buffoni, perché di 3 buffoni si tratta, non fanno il loro lavoro. Dicono agli italiani cosa devono fare e lo dicono con tono paternalistico e a tratti severo. Io mi sono stancato parecchio", ribadisce. "Questa cosa della guardia civica non può accadere. Deve accadere che ministri e commissari facciano il loro lavoro". 

Di "deriva autoritaria dai contorni grotteschi" parla anche la leader di FdI Giorgia Meloni che si chiede: "Saranno reputati pubblici ufficiali, per evitare che siano insultati o aggrediti dai cittadini? Chissà se avranno una divisa e strumenti per difendersi, tipo un manganello. Di fatto una milizia autorizzata dal governo. Cos’è, la versione grillo-piddina dei guardiani della rivoluzione? Credo veramente che si stia esagerando". E al governo dice: "Consiglio di on tirare troppo la corda perché gli italiani sono stanchi e arrabbiati".