Assogasliquidi, "infrastrutture Gnl vanno sostenute"

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Le imprese hanno fatto la loro parte in piena emergenza, hanno confermato i forti investimenti per la creazione delle infrastrutture di stoccaggio, di approvvigionamento e di distribuzione, ma occorre introdurre misure incentivanti per assicurare il pieno sviluppo di una filiera fondamentale per rendere il trasporto pesante sempre più sostenibile ed efficiente. Questi i temi dibattuti al convegno dal titolo “Responsabilità sociale, sostenibilità ambientale e sicurezza: il Gnl per la ripartenza, guardando al futuro”, organizzato da Assogasliquidi Federchimica all’interno della Fiera Oil&NonOil di Verona.

L'incontro è stata l’occasione per fare il punto della situazione e, soprattutto, individuare tramite uno scambio di esperienze e obiettivi tra istituzioni e operatori i reciproci impegni in tema di sostenibilità ambientale e sicurezza per garantire la ripartenza e lo sviluppo futuro del trasporto a Gnl.

I mesi più difficili del lockdown e il perdurare dell’emergenza hanno segnato anche l’andamento del settore del Gnl ma le imprese sono ancora impegnate nello sviluppo di una rete che, in termini distributivi, non ha eguali in Europa ed è tra le prime al mondo con oltre 80 impianti, contro i 51 della Spagna e i 37 della Francia. “Negli ultimi anni il mercato del Gnl ha avuto uno sviluppo consistente – spiega Giacomo Fabbri, presidente gruppo merceologico Gnl di Assogasliquidi – arrivando a rivestire un ruolo centrale nelle politiche di salvaguardia ambientale e sicurezza energetica. Nel settore, l’Italia rappresenta un’eccellenza mondiale e l’adozione di misure finalizzate a promuovere lo sviluppo del comparto consentirebbe di progredire nel processo di transizione energetica generando, al contempo, importanti ricadute per il rilancio del tessuto economico”.

Fabbri ha illustrato anche i meriti del Gnl e del BioGnl in termini di sostenibilità. Anche per questo occorre fare in modo che gli investimenti delle imprese trovino sostegno attraverso misure specifiche: “Per il suo ridotto impatto di emissioni di gas climalteranti e di sostanze inquinanti, il Gnl deve rivestire un ruolo sempre più centrale nell’agenda politica nazionale ed europea. Ma è necessario, anche attraverso risorse del Recovery Fund, introdurre misure di sostegno fiscali ed economiche agli investimenti delle imprese nella realizzazione di infrastrutture di approvvigionamento, per evitare che la crisi possa allontanare gli obiettivi del Pniec".

Gli impegni e gli sforzi delle imprese del comparto nella fase emergenziale "vanno premiati anche tramite la disponibilità di risorse derivanti dal Recovery Fund - continua Fabbri - Occorre sostenere la cantieristica navale e le imprese armatoriali impegnate nella conversione del naviglio in sistemi alimentati a Gnl, in relazione agli obiettivi di miglioramento ambientale dei carburanti ad uso marittimo, attraverso agevolazioni fiscali e riduzione di tasse per i servizi portuali, giungere a disporre di un quadro di procedure tecniche e di sicurezza omogenee su tutto il territorio nazionale per la gestione delle operazioni di bunkeraggio, e definire misure strutturali per l’autotrasporto che sceglie la soluzione Gnl".

"Particolare attenzione dovrà poi essere data allo sviluppo della distribuzione del BioGnl in un’ottica di decarbonizzazione – conclude il presidente del gruppo merceologico Gnl di Assogasliquidi - anche tramite una revisione ragionata della normativa vigente al fine di superare i limiti che oggi non consentono di valorizzare pienamente la risorsa bio”.