"Assunzione di responsabilità individuale". Martone porta a Venezia la lezione di De Filippo

francesca venturi

È il giorno di Roman Polanski al Lido di Venezia. L'assenza dell'86enne contestato cineasta è scontata, ma il suo film J'accuse, sul caso Dreyfus che sconvolse la Francia a cavallo fra l'800 e il ‘900, attende il giudizio del pubblico questa sera al palazzo del Cinema. A presentarlo, dopo le polemiche che nei giorni scorsi hanno coinvolto la stessa presidente della giuria Lucrecia Martel, ci saranno la moglie di Polanski, l'attrice protagonista Emmanuelle Seigner, con il collega Jean Dujardin e i produttori, fra i quali anche Luca Barbareschi che nel film ha una piccola parte (il marito tradito di Seigner, alto funzionario del Quai d'Orsay).

Ci si chiede a Venezia se la scelta di raccontare uno dei più clamorosi casi di errore giudiziario, aggravato in quel caso dall'antisemitismo, non abbia a che fare con la sua personale storia e la condanna per uno stupro avvenuto nel 1977 negli Stati Uniti.

Ma a Venezia oggi debutta anche il primo dei tre film italiani in competizione, quel Sindaco del rione Sanità tratto da un testo di Eduardo de Filippo del 1960 e con la regia di Mario Martone che già era stato un successo teatrale, nella periferia di Napoli un paio di anni fa, e ora arriva sul grande schermo in versione attualizzare. Come tutti i grandi testi, anche quelli di De Filippo "sono immortali". E la lezione che si può trarre da quest'opera è quella della "assunzione di una responsabilità individuale" per combattere la criminalità organizzata a Napoli. "In questi tempi più che mai - ha spiegato il regista - le persone devono sentirsi responsabilizzate. Eduardo lo sapeva già allora che difficilmente le cose sarebbero cambiate, la sua lezione resta valida". 

L'attualizzazione del testo non è stata un problema: "Tutto è nato da una mossa semplice ma decisiva: far interpretare un 75enne a un attore giovane richiamando l'età dei boss di oggi" che difficilmente riescono a invecchiare senza finire prima in galera o perdere la vita. Al passaggio dalla rappresentazione teatrale in un quartiere periferico di Napoli al grande schermo e alla partecipazione alla Mostra di Venezia hanno contribuito i produttori di Rai Cinema e Indigo Film; alcuni dei giovani attori principali sono passati direttamente dal palcoscenico al set. 

È anche il giorno in cui sbarcano al Lido star attese come Julie Christie, che riceve il Leone d'oro alla carriera 55 anni dopo essere stata l'indimenticabile Mary Poppins, e Meryl Streep, che recita nel film diretto da Steven Soderbergh, The Laundromat ; ma anche i registi Spike Lee, Francesca Archibugi e Paolo Sorrentino.