Assunzioni con giudizio, Draghi argina i ministri

·Business editor L'Huffington Post
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Minister of Public Administration Renato Brunetta and the Italian Prime Minister Mario Draghi during the communications of the Prime Minister to the Senate in view of the European Council. Rome (Italy), March 24th, 2021 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)
Minister of Public Administration Renato Brunetta and the Italian Prime Minister Mario Draghi during the communications of the Prime Minister to the Senate in view of the European Council. Rome (Italy), March 24th, 2021 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)

Quando alle sette di sera Mario Draghi dà il via alla cabina di regia a palazzo Chigi ha dietro di sé ore convulse. Ma un’idea irremovibile: il decreto per le assunzioni nella Pubblica amministrazione - il completamento della trilogia per il Recovery insieme alla governance e alle semplificazioni - deve essere approvato dal Consiglio dei ministri di venerdì. Non oltre. Quella del premier non è solo una convinzione: è anche, se non soprattutto, un richiamo alle forze di maggioranza. Potrebbe sembrare paradossale perché un decreto che sblocca decine di migliaia di assunzioni è per definizione un decreto che dà, non toglie, insomma un risultato che anche i partiti possono intestarsi nella stagione della pax draghiana. Più di un ministro politico, però, è andato oltre, chiedendo non solo un numero spropositato di assunzioni per il proprio dicastero, ma anche innesti che nulla hanno a che fare con il Recovery. Draghi ferma gli appetiti extra, sgonfia il decreto e lo blinda.

Il decreto messo a punto dal fidatissimo ministro per la Pa Renato Brunetta è pronto da giorni. Ma da giorni - e nelle ultime ore il pressing si è fatto ancora più forte - i ministri politici insistono per tenere il punto sulla propria quota di assunzioni. Ognuno rispedisce a un altro l’accusa di volere incassare di più, ma fonti di Governo di primissimo livello spiegano che le richieste arrivate alla Funzione pubblica e a palazzo Chigi “sono state corpose un po’ da parte di tutti, dal Pd, ma anche da LeU e dai 5 stelle, e non in linea con il Recovery”. I ministri tecnici - Colao, Cingolani e Giovannini - hanno indicato invece una quota contenuta, ma soprattutto coerente in termini di funzioni che i neoassunti dovranno andare a ricoprire.

A metà pomeriggio, quando il decreto è in balìa delle resistenze dei ministri politici, Brunetta incontra Dragh...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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