Gli asteroidi sono pericolosi?

Gaia
I fatti dell'anno

Gaia, 29 anni e una missione: sopravvivere alla fine del mondo profetizzata dai Maya. Ha tempo fino al 21 dicembre per scoprire tutto quello che può sulla fine del mondo, capire cosa c'è di vero e, in caso di necessità, come mettersi in salvo.

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Dicevo del progetto Nasa Spaceguard Survey per monitorare gli asteroidi che gironzolano per l'universo (ne parlavo qui, nel mio diario, qualche giorno fa). Sì, ma non mi basta. Nel frattempo ho rivisto Armaggeddon – alla canotta di Bruce Willis non si resiste – e mi è presa di nuovo l'ansia da catastrofe apocalittica. Chi ci garantisce che siamo davvero al sicuro? Possibile che la Nasa abbia intenzioni tanto cristalline? Pensateci bene: se ci fosse realmente una minaccia di asteroidi e si venisse a sapere non assisteremmo forse a crisi di panico diffuse? Basterebbe un messaggio rinfrancante di Barack Obama a farci stare tranquilli sul buon esito di una missione che porta una trivella sull'asteroide per sventare il dramma? Andiamo, siamo seri. La Nasa avrebbe tutti i motivi per lasciare la popolazione all'oscuro. D'accordo, sarà pure una tesi un tantino complottista, ma qui dobbiamo vagliare tutte le ipotesi possibili per dormire sonni tranquilli.

Cerco materiale sui minacciosi asteroidi: da dove vengono, perché mai dovrebbero cadere proprio sulla Terra e quali sono le tempistiche in caso di impatto. Partiamo dall'abc: gli asteroidi e le comete vengono suddivisi in base al loro diametro, a cui corrisponde un tempo di vita (e di impatto) proporzionale. Per dire, quelli più pericolosi del diametro di 5 km arrivano ogni 10 milioni di anni, quindi possiamo stare tranquilli. Poi ci sono quelli che arrivano ogni 500 anni, una volta all'anno e una volta alla settimana. Per farla breve, quello più pericoloso dovrebbe arrivare sulla terra il 16 marzo 2880, a meno che decida di cambiare rotta all'ultimo. In ogni caso, mi pare che il problema non sussista, almeno per noi viventi di questo secolo.

Queste sono regole di massima, il che significa che lo studio sugli asteroidi e le comete è in continua evoluzione. Come la mia ricerca, che non si ferma all'agenzia spaziale americana  ma indaga su fonti nostrane. Grazie all'italianissimo Osservatorio G.V. Schiaparelli scopro che la Nasa e i centri americani atti a monitorare la vita di questi fastidiosi meteoriti non riescono a stare dietro a tutto: manca il tempo materiale per osservare in maniera sistematica le nuove scoperte. Allora cosa succede? Che il monitoraggio è lasciato nelle mani degli osservatori amatoriali sparsi in tutto il mondo. Capite? La blasonata Nasa non sarebbe nessuno senza la collaborazione puntuale e preziosa di osservatori come lo Schiaparelli. Una notizia per niente rinfrancante, visto che – così dice l'osservatorio italiano - l'unico modo per tenere a bada gli asteroidi è di osservarli notte dopo notte e determinare la loro orbita nel Sistema Solare per capire se uno di questi corpi potrà avvicinarsi pericolosamente alla terra in futuro.

Nessun progetto all'avanguardia, dunque, nessun macchinario innovativo, nessuna strumentazione che possa risolvere la questione. Qui si tratta di mettersi lì ogni notte con pazienza certosina e osservare lo spazio, sperando che a nessun asteroide venga in mente di entrare in rotta di collisione con la terra. Altro che Spaceguard Survey, se siamo salvi lo dobbiamo a migliaia di invasati in tutto il mondo che si prendono la briga di monitorare le galassie tutte le santi notti. Il problema è che i dati passano sempre al vaglio dell'agenzia spaziale americana, quindi non se ne viene a capo. A meno di capirci di astronomia (io potrei al massimo azzardare concetti di astrologia, se preferite).


Ad ogni modo, come facciano gli astronomi a stare così tranquilli non me lo so spiegare. Considerato che le scoperte di nuovi meteoriti avvengono di continuo e che ognuna di esse va costantemente monitorata, io non riuscirei a chiudere occhio. Ché se ne dica, sono giunta alla conclusione che gli asteroidi rappresentino una reale minaccia per il nostro pianeta e scommetto che nessuno sarebbe in grado di garantirci l'immunità al cento per cento. Forse non sarà un asteroide la causa della fine del mondo del 21 dicembre, ma è l'ipotesi più quotata. Questa faccenda mi ha messo un certo disagio.

Decido di riguardarmi ancora una volta il lieto fine di Armaggeddon: Bruce Willis muore, d'accordo, ma Ben Affleck riesce a salvare il mondo. E dire che non lavorava nemmeno alla Nasa.

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Le puntate precedenti:

1 dicembre: Facciamo il punto: a quale profezia credere

2 dicembre: Fine del mondo, tutte le teorie (e le smentite)

3 dicembre: Prenoto un viaggio a Bugarach, il paese dove il mondo non finirà

4 dicembre: Provo a entrare in contatto con un vero Maya! Cosa ne pensano i discendenti della profezia?


5 dicembre: Provo a costruirmi un bunker! Ma quanto costa...






















6 dicembre: Ho trovato qualcuno che si prepara seriamente alla fine del mondo!

7 dicembre: Preparo il mio kit di sopravvivenza per la fine del mondo

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