Astori, il medico sportivo ignorò extrasistolia in test da sforzo

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AGI - Il medico sportivo Giorgio Galanti liquidò come "normale" la presenza di extrasistolia ventricolare durante la prova da sforzo del calciatore della Fiorentina Davide Astori, e lo fece "senza aver eseguito adeguati accertamenti clinico strumentali rivolti ad escludere una sottostante patologia cardiaca a rischio di morte improvvisa".

Sono alcuni passaggi delle motivazioni della sentenza di condanna, pronunciata nel maggio scorso, a un anno di reclusione (in abbreviato) del professor Galanti, ex direttore della medicina sportiva di careggi, l'ultimo ad aver visitato il calciatore scomparso nel marzo del 2018 nella notte prima della partita dei viola a Udine.

L'omissione dell'holter

Galanti omise, come primo passo, di sottoporre Astori al monitoraggio dell'holter, esame "previsto e consigliabile", secondo i protocolli. Il giudice del tribunale di Firenze, Antonio Pezzuti, ritiene che "omettendo l'esecuzione di un elettrocardiogramma tipo holter abbia impedito in radice ogni ulteriore accertamento". La difesa di Galanti, rappresentata dall'avvocato Sigfrido Fenyes, annuncia che farà ricorso in appello.

Al processo di primo grado, il medico sportivo Giorgio Galanti, accusato di omicidio colposo, oltre alla pena di un anno è stato condannato al pagamento di provvisionali per oltre un milione di euro in favore dei famigliari, tra cui la compagna del calciatore della Fiorentina Davide Astori, Francesca Fioretti, la figlia della coppia, i genitori del calciatore e i fratelli. Il calcolo dell'ammontare del risarcimento è stato delegato al giudice civile.

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