AstraZeneca, sì a seconda dose per chi rifiuta mix di vaccini

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(AP Photo/Arnulfo Franco)
(AP Photo/Arnulfo Franco)

Sì alla seconda dose del vaccino AstraZeneca ai soggetti under 60 in caso non vogliano il mix di vaccini. "Qualora un soggetto di età compresa tra i 18 e 59 anni, dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino Vaxzevria (ovvero AstraZeneca, ndr), rifiuti senza possibilità di convincimento il crossing a vaccino a mRNA, il Cts ritiene che, nell'ambito delle indicazioni che provengono dalle autorità sanitarie del Paese e dopo acquisizione di adeguato consenso informato, debba essere garantita l'autonomia nelle scelte che riguardano la salute dell'individuo". 

A renderlo noto è il Comitato tecnico scientifico (Cts) in una circolare del Ministero della Salute che precisa che il rifiuto della vaccinazione eterologa (cioè il mix di vaccini tra prima e seconda dose) deve avvenire previa una "documentata e accurata informazione fornita dal medico vaccinatore o dagli operatori del Centro vaccinale sui rischi di Vitt".

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"Come ulteriore considerazione, si sottolinea che, in questa circostanza, vi è da considerare - continua il Cts - anche il beneficio derivante dall'annullamento del rischio connesso alla parziale protezione conferita dalla somministrazione di una singola dose di Vaxzevria". 

Inoltre, sottolinea il Cts, "I fenomeni tromboembolici sono meno frequentemente osservati dopo somministrazione della seconda dose (secondo stime provenienti dal Regno Unito sono pari a 1,3 casi per milione, valore che corrisponde a meno di 1/10 dei già rari fenomeni osservati dopo la prima dose)" e comunque "secondo quanto riferito dal direttore generale di Aifa, ad oggi, in Italia, non sono stati registrati".

Quanto alla variante Delta, il Cts precisa: "Sulla base delle evidenze disponibili, la protezione conferita da una singola dose (priming) di vaccino Vaxzevria è parziale, venendo assai significativamente incrementata dalla somministrazione di una seconda dose (booster). I rischi connessi alla parziale protezione possono assumere ulteriore pericolosità in contesti epidemiologici caratterizzati da elevata circolazione di varianti quali la variante Delta".

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