Scontro AstraZeneca/Ue dopo le parole del Ceo. Mentre Londra rivendica la prelazione sulle forniture

Lorenzo Santucci
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SPAIN - 2021/01/26: In this photo illustration, a close up of a hand seen holding a medical syringe in front of the AstraZeneca logo. (Photo Illustration by Thiago Prudêncio/SOPA Images/LightRocket via Getty Images) (Photo: SOPA Images via Getty Images)
SPAIN - 2021/01/26: In this photo illustration, a close up of a hand seen holding a medical syringe in front of the AstraZeneca logo. (Photo Illustration by Thiago Prudêncio/SOPA Images/LightRocket via Getty Images) (Photo: SOPA Images via Getty Images)

AstraZeneca “non prende di certo i vaccini dagli europei per venderli altrove con profitto”. Ad affermarlo è l’amministratore delegato dell’azienda farmaceutica britannica, Pascal Soriot, smentendo così le accuse rivolte dall’Ue in tal senso. In particolare, quelle del commissario Domenico Arcuri, che ha accusato l’azienda di trattare come “poveracci” i paesi europei, e del premier Giuseppe Conte dopo la decisione di ridurre del 60% le dosi del vaccino di Oxford nel primo trimestre del 2021, con una taglio consistente per il nostro paese che si vede diminuire il numero delle fiale da 8 milioni a 3,4 milioni.

Il ceo di AstraZeneca ha poi rilasciato un’intervista esclusiva a Repubblica, e ai giornali dell’alleanza Lena, a cui ha assicurato che “non appena avremo l’approvazione dell’Ema - prevista per venerdì - l’obiettivo è recapitare all’Ue 17 milioni di dosi entro la fine di febbraio. Di queste, 2,5 circa in Italia. Non c’è alcun obbligo verso l’Ue”, ha sottolineato Soriot, “nel contratto con gli europei c’è scritto chiaramente: ‘Best effort’. Ossia: ‘faremo del nostro meglio’. Lo scorso agosto, l’Ue voleva avere la stessa capacità produttiva del Regno Unito, nonostante il contratto firmato tre mesi dopo Londra. Noi di AstraZeneca abbiamo risposto: ‘Ok, faremo del nostro meglio. Ma non possiamo impegnarci contrattualmente perche’ abbiamo tre mesi di ritardo rispetto al Regno Unitò. E così è stato. Non abbiamo dunque obblighi contrattuali con l’Ue, ma solo un impegno a fare il massimo”.

Il ceo francese ha insistito su come “siamo stati piuttosto specifici con l’Ue, anche noi siamo delusi: ci piacerebbe riuscire a produrre di più. A febbraio consegneremo all’Europa una quantit&agrav...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.