AstraZeneca sospeso, Bassetti: "Decisione di pancia e non di testa"

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Lo stop in via precauzionale al vaccino AstraZeneca, sospeso dall'Italia e da altri Paesi europei, "sta creando un cortocircuito informativo-mediatico che naturalmente è più dalla parte della politica che dalla scienza. La decisione di fermare il vaccino è più di pancia che di testa". Lo afferma all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria, tornando sullo stop in via precauzionale deciso dall'Aifa. "I numeri ci dicono che sono state vaccinate 17 milioni di persone e i benefici superano di gran lunga i rischi".

"Chi ha fatto il vaccino AstraZeneca può stare tranquillo. Io mi sento di rassicurare dall'alto delle 17 milioni di dosi somministrate in Europa. E' un numero importante con meno di 1 effetto avverso grave ogni 10mila immunizzazioni - dice ancora -. E' chiaro che i vaccini hanno benefici e rischi che vanno pesati. Ma non abbiamo altri strumenti per uscire dalla pandemia".

"Ora si istituisca immediatamente un numero verde con migliaia di operatori del ministero della Salute, di Aifa e anche di AstraZeneca, che diano insieme risposte alle persone, se ne hanno, in maniera chiara e rapida. Perché se da giovedì ripartirà la campagna vaccinale i cittadini devono essere informati per bene" ha detto ancora all'Adnkronos Salute Bassetti, che già sabato aveva lanciato la richiesta, all'indomani del ritiro di un lotto del vaccino, e ora ribadisce la richiesta, oggi ancora più urgente e necessaria.

"Quando su un vaccino si assiste ad un cambio repentino di decisioni in un mese, i cittadini si confondono. La sera si dice che va bene e la mattina dopo non va più bene. L'Oms dice 'continuate la campagna vaccinale' e gli altri dicono no. Questa contrapposizione non aiuta e la gente non capisce più nulla", conclude Bassetti.