AstraZeneca, Vaia: "Mix vaccini? Fidatevi della scienza"

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Con il mix di vaccini, e la seconda dose di Pfizer o Moderna dopo la prima dose di AstraZeneca, "la nostra capacità di formare anticorpi" potrebbe essere "addirittura potenziata". Francesco Vaia, direttore sanitario dell'Istituto Spallanzani, ospite di 'E-venti' su Sky Tg24 si esprime così sul mix tra vaccini che verrà adottato dopo lo stop per AstraZeneca nei soggetti under 60: chi ha ricevuto la prima dose di AstraZeneca, in questa fascia di età riceverà una dose di Pfizer o Moderna.

"Dobbiamo evitare di mettere in discussione lo strumento vaccino" e i cittadini "devono avere fiducia" per una seconda dose diversa dalla prima. "Chi ha fatto la prima dose AstraZeneca sotto i sessanta anni verrà vaccinato con una seconda dose a Rna", afferma.

"Tutti i vaccini sono buoni -dice ancora- per evitare la malattia grave e l'ospedalizzazione, dipende da come li utilizziamo e in quale fascia di età. Tutti i vaccini possono avere delle reazioni avverse, ovviamente in dimensioni sempre più ridotte, ma tutti i vaccini possono darci delle reazioni avverse. E tutti i vaccini hanno una bassa, bassissima percentuale di possibilità di farci avere qualche ulteriore contagio, che non ci dà la malattia grave, ci dà una scarsissima sintomatologia. E quindi evita assolutamente il pericolo più importante della ospedalizzazione e del conseguente eventuale accesso in rianimazione e mortalità".

"Ora finalmente la decisione è stata presa: tutti coloro che sono al di sotto dei sessanta anni non devono fare AstraZeneca, tutti coloro che sono sopra i sessanta anni possono fare AstraZeneca sia in prima che in seconda dose. A coloro che hanno fatto la prima dose di Astrazeneca e che sono sotto i sessanta anni potremmo inoculare un altro vaccino rna messaggero", spiega ancora.

"Non c'è nessun problema, tre mesi fa colleghi autorevolissimi inglesi e spagnoli avevano portato avanti uno studio di vaccinazione eterologa, tra prima dose di un vaccino ad adenovirus e seconda dose vaccino a rna e questi colleghi hanno visto che la nostra capacità di formare anticorpi addirittura era potenziata. Quindi -ha concluso Vaia- dico ai cittadini: fidatevi della scienza, finalmente abbiamo una linea chiara".

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