AstroLuca al lavoro su cacciatore antimateria. Ed è solo primo step

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Roma, 15 nov. (askanews) - L'Alpha Magnetic Spectrometer progettato per operare tre anni nello spazio, agganciato alla Iss, di anni di servizio ne ha accumulati fino ad oggi più di 8 e si appresta - se tutto andrà come previsto - a proseguire la sua caccia all'antimateria grazie alle importanti riparazioni iniziate oggi con la "passeggiata" spaziale, guidata dall'astronauta italiano dell'Esa Luca Parmitano, attuale comandante della Iss, primo non statunitense a guidare una EVA (Extra-Vehicular Activity). Al lavoro con Parmitano - che in quanto EV-1, cioè leader dell'Eva, è distinguibile dalle mostrine rosse sulla tuta bianca - fuori dalla Iss c'è il collega Andrew Morgan della Nasa, mentre a bordo della Stazione le astronaute Christina Koch e Jessica Meir gestiranno il braccio robotico Canadarm contribuendo a posizionare Parmitano e Morgan attorno al loro sito di lavoro.

Quella di oggi ha davvero poco della "passeggiata", si tratta infatti di una Eva molto complessa, la più difficile dai tempi della riparazione del telescopio spaziale Hubble. L'attività fuori dalla Iss, iniziata oggi alle 13.05 ha una durata prevista di 6 ore e mezza. E non è che il primo step di un percorso che di uscite per riparazioni ne prevede 4 (e una quinta di riserva), al ritmo di una a settimana, di durata variabile tra le 6 ore e 30 e le 6 ore e 50, che vedranno sempre Parmitano nel ruolo di EV-1, un grande riconoscimento per il colonnello pilota sperimentatore dell'Aeronautica Militare, primo non statunitense a rivestire questo ruolo. Ma cosa stanno facendo in queste ore i due astronauti? A spiegarlo Bruna Bertucci dell'Università di Perugia, deputy spokesperson di AMS e responsabile nazionale INFN dell'esperimento.

"Oggi è solo la prima di 4 passeggiate spaziali che il nostro astronauta Luca Parmitano e il suo collega della Nasa Andy Morgan faranno per riparare l'esperimento Alpha Magnetic Spectrometer (AMS-02), anche chiamato il ' cacciatore di antimateria' perché conta le particelle che stanno nei raggi cosmici cercando in mezzo a miliardi di particelle quelle poche particelle di antimateria che dovrebbero essere o residui dell'universo primordiale o prodotti dalle annichilazioni della materia oscura, uno dei grandi misteri del nostro Universo". "AMS che è in orbita dal maggio 2011 - spiega la scienziata - ha avuto un piccolo problema nel sistema di refrigerazione del tracker, il cuore dell'esperimento che è un tracciatore al silicio sviluppato in Italia, come del resto gran parte dell'esperimento, e quindi si rende necessario cambiare il sistema che pompa il fluido di raffreddamento e metterne un altro. E' quasi come se dovessimo riparare un frigorifero. Il problema però è che AMS non era stato concepito per funzionare più di tre anni e soprattutto per essere riparato, quindi è un sistema molto ermetico, non ha parti smontabili. Quindi quello che Luca e il suo collega cercheranno di fare è smontare un oggetto che non era fatto per essere smontato. Inizieranno a smontare dei pannelli, che servono a proteggere l'esperimento da eventuali detriti spaziali. In sostanza oggi - chiarisce Bruna Bertucci - preparano il campo operatorio, per iniziare a mettere a nudo i problemi del paziente e nelle prossime passeggiate andranno a tagliare i tubi del liquido di raffreddamento per poi connetterli a quelli del nostro nuovo apparato. Speriamo quindi che vada tutto bene e che riescano anche ad anticipare parte del lavoro programmato per le altre passeggiate, in totale quattro, così da ridurre un po' i tempi delle EVA successive". "Noi - aggiunge - come scienziati di questo esperimento ringraziamo i nostri astronauti per l'impegno che hanno profuso nel prepararsi a questa operazione, si sono allenati duramente non solo per l'Eva ma per fare le operazioni specifiche su AMS. Come italiani siamo orgogliosi di aver testato il nuovo sistema che sarà messo in orbita, in cui ci sono parti nuove che faranno pompare il fluido di raffreddamento all'interno del tracciatore e l'intera qualifica spaziale di questo nuovo oggetto è stata curata dall'INFN e dall'Università di Perugia, quindi dal nostro team. Siamo trepidanti, non potremo dire che è andata bene finché non sarà finita la quarta passeggiata spaziale, ma oggi è l'inizio e incrociamo le dita".

L'Alpha Magnetic Spectrometer ha svolto un lavoro eccellente, da qui la decisione di allungarne i tempi di operatività, assicurando la sua permanenza sulla Iss per altri anni, almeno fino al 2024. "Ad oggi AMS ha raccolto nei suoi 8 anni di vita un numero di particelle superiore a quello che era stato raccolto in 100 anni, cioè da quando i raggi cosmici sono stati scoperti. La cosa interessante, tra le altre, che AMS ha trovato è un eccesso di positroni ad energie di qualche centinaia di GeV che indica chiaramente che esiste una sorgente di antiparticelle non prevista e compatibile con l'annichilazione di materia oscura, che rappresenta circa il 30% del budget energetico del nostro universo e si chiama oscura non solo perché non emette luce ma proprio perché è oscura la natura di cui è fatta. Nel momento in cui possiamo continuare a raccogliere dati potremo identificare in maniera più completa questo segnale che abbiamo già iniziato a vedere. E' fondamentale quindi - sottolinea la scienziata - che AMS continui la sua vita perché le particelle che noi andiamo a osservare sono molto rare - in questi anni di questo tipo di particelle abbiamo osservato solo un paio di milioni di eventi, contro le centinaia di miliardi di particelle normali e quindi accumulare ancora statistica è fondamentale anche perché - conclude - siamo l'unico esperimento in grado di effettuare questo tipo di misure. Siamo l'unico esperimento attualmente in orbita in grado di distinguere la materia dall'antimateria e lo sarà almeno per i prossimi 20 anni".