AstroSamantha: perché lascio l'Aeronautica ma tornerò nello spazio -2-

Gtu

Roma, 2 gen. (askanews) - "Dal 2009 sono infatti - spiega - impiegata in Esa in qualità di astronauta. Da Esa dipendo per l'impiego quotidiano e da Esa percepisco lo stipendio. L'appartenenza alla Forza armata ha avuto negli ultimi dieci anni un valore affettivo. Le superiori autorità hanno inoltre sempre saputo, perché l'ho sempre detto chiaramente, che non avevo anche per il futuro intenzione di lasciare il mio incarico in Esa. Per questo ho ritenuto poco utile interrompere le mie attività per svariati mesi per svolgere i corsi necessari all'avanzamento a ufficiale superiore e vi ho quindi rinuncato, rinunciando contestualmente di mia volontà all'avanzamento nel grado".

Poi elenca punto per punto i motivi del suo congedo: "Riguardo i motivi per i quali mi sono congedata e alle varie ipotesi che ho letto", precisa: "1) non sto cambiando mestiere o assumendo un nuovo incarico: continuo a essere un'astronauta dell'Agenzia spaziale europea e conto di tornare presto nello spazio; 2) non mi sento oggetto di discriminazione di genere; non posso entrare nella testa delle persone, ed è vero che siamo tutti, ma proprio tutti, pieni di bias (pregiudizi Ndr) di ogni tipo, ma io non ho motivo concreto di lamentare alcuna discriminazione di questo tipo; 3) ho avuto il massimo supporto da parte della delegazione italiana alla ministeriale Esa dello scorso novembre, tanto che l'Italia ha ottenuto l'impegno per un secondo volo per me entro qualche anno". E a questo proposito ricorda che "ho già allora manifestato pubblicamente la mia gratitudine al capo delegazione, sottosegretario Fraccaro, e a tutto il team della presidenza del consiglio e di Asi, quest'ultimo guidato dal presidente Saccoccia. (Segue)