ASviS: Ue avanza verso Obiettivi sviluppo, peggiora su ecosistemi

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Roma, 7 feb. (askanews) - L'Unione europea è l'area più avanzata rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 dell'Onu, tuttavia permangono gravi ritardi che rischiano di far fallire il piano di azione su cui si sono impegnati tutti i Paesi del mondo nel 2015. E' quanto emerge dall'approfondimento del Rapporto dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) "The European Union and the Sustainable Development Goals" presentato oggi alla Farnesina alla presenza della Viceministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Emanuela Del Re, del Segretario Generale del Ministero Elisabetta Belloni e dei responsabili delle sedi diplomatiche estere in Italia, degli istituti di cultura stranieri, delle agenzie dell'Onu e delle organizzazioni internazionali con sede in Italia.

Gli indicatori compositi elaborati dall'ASviS per misurare la dinamica dell'Unione europea e dei singoli Stati verso gli Obiettivi dell'Agenda 2030, rivelano infatti che tra il 2010 e il 2017 la situazione migliora per nove Obiettivi (salute, educazione, parità di genere, energia, occupazione, città, produzione e consumo, cambiamento climatico ed ecosistema marino), peggiora per due (ecosistemi terrestri e cooperazione internazionale), mentre per cinque (povertà, fame, infrastrutture, disuguaglianze, pace e giustizia) la situazione resta invariata (per l'Obiettivo 6, acqua pulita e servizi igienico-sanitari, non è stato possibile creare un indicatore composito per mancanza di dati).

Restringendo l'analisi al breve periodo, tra il 2016 e il 2017 si segnalano miglioramenti nei due terzi dei casi, cioè per gli Obiettivi 1, 2, 3, 4, 5, 8, 10, 11, 14 e 16, stabilità per gli Obiettivi 7, 9, 12, 13 e 17, mentre nel caso dell'Obiettivo 15 si manifesta un peggioramento. (Segue)