Athletica Vaticana alla Via Pacis, a Roma il 9 settembre -2-

Ssa

Roma, 4 set. (askanews) - L'idea di costituire Athletica Vaticana è nata, in maniera spontanea, dall'incontro di tanti dipendenti vaticani che corrono, soprattutto la mattina prima di andare a lavorare, sul lungotevere nella zona intorno a San Pietro. A questa "community" di amici la Segreteria di Stato ha consentito di dare una forma giuridica idonea, e del tutto innovativa, per una testimonianza cristiana nelle strade, letteralmente "in uscita" come chiede Papa Francesco, in mezzo alle donne e agli uomini che vivono la passione dello sport. Complessivamente gli atleti che, al momento, fanno parte a vario titolo dell'Associazione sono circa 70. Il più giovane ha 19 anni (è una guardia svizzera) e il meno giovane ne ha 62 (è un professore della Biblioteca Apostolica Vaticana). In squadra ci sono guardie svizzere insieme a gendarmi, vigili del fuoco, operai, tipografi, falegnami, giornalisti, professori, addetti ai vari servizi tecnici ed economici. E, ancora, dipendenti della Farmacia Vaticana, dei Musei Vaticani, delle Ville Pontificie, dell'Osservatore Romano e dell'Archivio Segreto.

Ci sono anche alcuni sacerdoti-runner, impegnati nel campo della cultura, dell'ecumenismo, dell'attenzione alla famiglia e al valore della vita, oltre che nelle parrocchie, nell'attività missionaria e nella Segreteria di Stato. E c'è anche un vescovo. Particolarmente significativa è la presenza femminile (c'è anche una suora): la corsa, del resto, è uno sport che vede le donne sempre più protagoniste.

Sono rappresentate ben diciotto nazionalità, a conferma dell'universalità della Santa Sede, Oltre che sulle strade e in pista, Athletica Vaticana continua a essere protagonista con tante iniziative solidali, promosse con l'Elemosineria Apostolica e il Dispensario vaticano di Santa Marta, sempre a nome di Papa Francesco. Significativo, inoltre, il gemellaggio ecumenico con il team podistico tedesco di Wittemberg, la città di Lutero: a maggio trenta atleti "vaticani" sono stati in Germania proprio per sancire questo significativo abbraccio sportivo.

Un altro progetto di Athletica Vaticana è creare una rete di "Messe del Maratoneta", celebrate la sera prima delle grandi Maratone internazionali. Roma, Firenze e Valencia sono ormai appuntamenti consolidati, in gemellaggio con la storica celebrazione nella cattedrale di San Patrizio a New York e con Vienna. Proprio per queste occasioni Athletica Vaticana ha composto la "Preghiera del Maratoneta", traducendola in 37 lingue e mettendola a disposizione di tutti. Le immaginette con il testo della "Preghiera" vengono distribuite in occasioni delle gare. I "maratoneti del Papa" stanno per portare questa testimonianza in tanti appuntamenti internazionali, a cominciare da Berlino e Valencia. E poi nel 2020 a Londra, Cracovia, Gerusalemme e New York.

È con uno stile aperto e inclusivo che Athletica Vaticana intende essere presente concretamente accanto agli sportivi. Puntando, a piccoli passi, anche ad alcuni appuntamenti internazionali, secondo la naturale vocazione universale della Santa Sede. Così si sta procedendo nell'iter per entrare a far parte delle istituzioni sportive internazionali. Intanto a maggio la Rappresentativa Athletica Vaticana Via della Conciliazione, 5 - 00120 Città del Vaticano segreteria @ athletica.va vaticana è stata invitata in Montenegro per i Giochi dei Piccoli Stati Europei (vi partecipano gli Stati con meno di un milione di abitanti). E nel giugno 2020, nella Repubblica di San Marino, Athletica Vaticana sarà in pista per i Campionati Europei dei Piccoli Stati.

Infine, un altro obiettivo significativo rimane la partecipazione ai Giochi del Mediterraneo (nel 2021 a Oran, in Algeria e poi nel 2026 a Taranto): un appuntamento internazionale ideale per portare una testimonianza di pace. Sulla scia del gesto simbolico che ha aperto, a febbraio 2018, le Olimpiadi invernali a Pyeongchang: la consegna della maglietta di Athletica Vaticana ai rappresentanti dello sport mondiale e, portando il messaggio di pace e riconciliazione di Papa Francesco, ai rappresentanti delle due Coree.