Atlantia, Cdp abbassa valutazione e chiede più tempo in nuova proposta per Aspi

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Il logo del gruppo Atlantia davanti dalla sede di Roma

ROMA (Reuters) - La cordata guidata da Cdp Equity presenta oggi ad Atlantia una nuova proposta non vincolante per rilevare l'88,06% di Autostrade per l'Italia (Aspi) e chiede più tempo per arrivare a una offerta vincolante, dice una nota di Cdp dopo il via libera ieri del suo cda.

Il consorzio composto da Cdp Equity, Blackstone Infrastructure Partners (Blackstone) e Macquarie Infrastructure and Real Assets (Mira) ha aggiornato la precedente proposta da 8,5-9,5 miliardi, "con un orientamento di valutazione inferiore e garanzie ancora più solide", secondo una fonte che segue il dossier.

Il comunicato di Cdp non fornisce dettagli né sulla valutazione né indica con precisione la richiesta di nuove scadenze per l'offerta binding.

Secondo il Messaggero, la revisione configurerebbe una valutazione della quota oggetto di offerta nel range 8-9 miliardi, circa 400 milioni in meno della precedente. Il termine per la presentazione di una offerta vincolante, secondo il quotidiano romano, sarebbe ora spostato a fine febbraio nelle richieste della cordata.

In Borsa Atlantia ha aperto poco mossa. Alle 9,30 circa il titolo segna un ribasso di 0,8% dopo aver oscillato attorno alla parità nei primi scambi. L'indice Ftse Mib sale dello 0,6%.

La nota spiega che la nuova lettera serve ad aggiornare la proposta precedente alla luce "della due diligence in corso, al relativo impatto sulla valutazione economica e all'identificazione del processo e della tempistica per la presentazione di un'offerta vincolante".

Questo nuovo step negoziale, dice Cdp, si colloca nel solco di quanto prospettato da Cdp nelle precedenti offerte inviate ad Atlantia rispettivamente il 19 e 27 ottobre scorsi, in coerenza con gli ulteriori passi negoziali in esse contenuti.

"La partecipazione in Aspi verrebbe rilevata dal Consorzio tramite una BidCo partecipata da Cdp Equity fino al 51% e da Blackstone e Mira con quote paritetiche per la parte residua".

Nella parte finale del comunicato, Cdp conferma che serve altro tempo ai bidder per poter completare la due diligence tecnica. "Considerata la grande mole di documenti e i numerosi aspetti da analizzare emersi anche nel corso delle ultime settimane, necessita di ulteriori approfondimenti che risultano fondamentali per poter giungere alla formulazione di un'offerta vincolante".

Tra gli elementi che rendono ancora incerta la valutazione di Aspi, la fonte ricorda che il piano economico finanziario per la concessionaria (Pef) non ha ancora avuto il via definitivo del ministero. Il Pef serve a definire la remunerazione tariffaria -- che sarà basata sui nuovi criteri meno generosi stabilità dall'Authority per i trasporti -- a fronte degli investimenti e quindi determina la redditività.

Ieri nelle contrattazioni di Borsa hanno pesato sul titolo non solo la prospettiva di un'impasse nel negoziato ma anche nuove rivelazioni dall'inchiesta sul crollo del Ponte Morandi che nell'agosto del 2018 causò la morte di 43 persone.

Secondo la perizia depositata dai periti del Gip di Genova, il crollo del ponte Morandi è stato causato da una combinazione di elementi, tra cui carenze progettuali nei dettagli costruttivi e difetti di esecuzione, ma anche dalla mancanza di interventi, dopo il 1993, capaci di arrestare il processo di degrado in atto o di riparare i difetti presenti nelle estremità dei tiranti, in particolare alla sommità del tirante sud-lato Genova della pila 9.

(Stefano Bernabei, in redazione a Milano Sabina Suzzi)