Atlantia e Acs trattano per dividersi asset Abertis

di Stefano Bernabei e Francesca Landini
Il logo di Abertis. REUTERS/Eric Gaillard

di Stefano Bernabei e Francesca Landini

ROMA/MADRID (Reuters) - La battaglia per la conquista di Abertis ha avuto oggi una svolta inattesa con i due competitor, Atlantia e la spagnola Acs, che hanno rivelato di trattare per una spartizione della preda.

L'indiscrezione apparsa stamani sui media spagnoli è stata confermata dalle due società su sollecitazione dell'autorità di mercato spagnola Cnmv.

Una fonte che segue il dossier ha detto a Reuters che "il grande tessitore" di questo tentativo di accordo è Criteria Caixa, guidato da Isidro Fainé, e grande azionista di Abertis con il 21,55% attraverso Criteria Caixa.

Il compromesso tra i due concorrenti, spiega la fonte, potrebbe portare ad Atlantia asset italiani, francesi e parte del Sud America, lasciando ad Acs le attività spagnole di Abertis e parte di quelle sudamericane.

Atlantia, accettando il compromesso, chiuderebbe il contenzioso politico aperto con una parte del governo spagnolo (i ministri dell'Industria e dell'Energia), mentre Acs limiterebbe la portata di una operazione altrimenti molto onerosa per la sua controllata Hochtief.

"Ci sono elementi per pensare a una soluzione equilibrata" per entrambi, dice la fonte, anche se "non c'è ancora un accordo".

Un viaggio romano di esponenti di Criteria Caixa martedì scorso a Roma non è stato confermato dal potente azionista spagnolo, che nega ufficialmente coinvolgimenti.

Ugualmente non c'è conferma a una voce raccolta sul mercato, della presenza oggi dell'AD di Atlantia Giovanni Castellucci in Spagna. Atlantia non ha fatto alcun commento su questi dettagli. Non ci sono commenti specifici neanche dalle altre società coinvolte.

Nel frattempo il nuovo scenario ha avuto un impatto sui titoli delle società coinvolte.

In forte rialzo sia Atlantia a Milano, +4,9%, sia Acs a Madrid, +7,4% intorno alle 15,30, mentre la delusione degli azionisti di minoranza di Abertis sembra riflettersi nel calo del titolo 'preda' che perde il 3,7%.

"Invece di una guerra di offerte ci sarà una divisione di asset e ci sarà un prezzo più adeguato e forse migliori sinergie", commenta Stefano Fabiani, fund manager alla Zenit.

Mentre la trattativa tra i due contendenti va avanti, la Cnmv deve ancora dare luce verde all'offerta di Hochtief, attesa da giorni.

Cosa accade ora? Una ipotesi, spiega la fonte, è che debba arrivare comunque il via dell'authority di mercato per far partire i 30 giorni di periodo di offerta. A un certo punto però, raggiunto l'accordo di spartizione, uno dei due dovrà ritirare l'offerta in modo che Abertis passi di mano e si possa attuare l'accordo di ripartizione.

L'Opas di Atlantia prevede una parte in contanti a 16,50 euro per azione Abertis e una parte in carta che, al minimo, deve portare ad adesioni pari al 10,1% delle azioni Abertis oggetto dell'offerta.

Lo scorso 19 febbraio Hochtief, controllata di Acs, ha annunciato di voler rivedere al ribasso la sua offerta per Abertis a 18,36 euro per azione da 18,76, pari agli 0,4 euro per azione che il cda della società spagnola ha proposto come dividendo.

La nuova offerta di Hochtief prevede 18,36 euro in contanti e/o 0,1254 titoli Hochtief per ciascuna azione Abertis, rispetto agli originari 0,1281 titoli. Per questa offerta è atteso il parere dell'Autorità di controllo dei mercati spagnola (CNMV).

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia