Atlantia respinge l'offerta di Cdp per Aspi ma tiene aperto il confronto

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AGI - I termini economici della nuova offerta presenta da Cdp, Blackstone e Macquarie per l'88% di Aspi detenuto da Atlantia vengono ritenuti dal cda della società infrastrutturale "non conformi e non idonei ad assicurare una adeguata valorizzazione di mercato della  partecipazione". A scriverlo la stessa Atlantia in una nota in cui, "pur apprezzando alcuni miglioramenti risultanti dalla nuova elaborazione", la holding rileva che "mancano gli elementi necessari per concedere un periodo  di esclusiva agli offerenti".  

Il dialogo prosegue

Atlantia, si legge ancora nel comunicato, ha deliberato, "con il consueto spirito  propositivo, di proseguire il dialogo con Cdp e altri co-investitori di suo gradimento per  agevolare la presentazione di una nuova offerta vincolante e satisfattiva al più tardi entro il 30  novembre 2020, affinché i soci possano eventualmente tenerla in dovuta considerazione in sede di esame del progetto di scissione nella assemblea di prossima convocazione". 

Rinviata la scissione del Cda

Il consiglio di amministrazione di Atlantia "ha deliberato di rinviare la trattazione del punto 3 all'ordine del giorno dell'assemblea straordinaria convocata per il 30 ottobre 2020 avente ad oggetto il progetto di scissione parziale proporzionale di Atlantia in favore della società interamente posseduta Autostrade Concessioni e Costruzioni, onde consentire agli azionisti di esprimere con ogni necessaria consapevolezza il proprio voto in merito". E' quanto si legge in una nota della holding in cui si sottolinea che il cda "ha ritenuto sin d'ora di programmare una nuova assemblea straordinaria non oltre il 15 gennaio 2021, con il medesimo punto all'ordine del giorno, nella fiduciosa attesa che divenga nel frattempo possibile fugare ogni incertezza in merito e quindi consentire agli azionisti, per quanto possibile, un voto informato e consapevole". 

Il ruolo del ministero

La decisione, spiega il comunicato, "è stata assunta a seguito della sopravvenuta situazione di indeterminatezza venutasi a creare con la pubblicazione in data 14 ottobre 2020 del parere dell'Autorità di regolazione dei trasporti reso al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la successiva inattesa comunicazione inviata in data 22 ottobre dallo stesso Mit ad Autostrade per l'Italia. In tale comunicazione", osserva Atlantia, "il concedente, recependo le osservazioni pervenute dall'Art, ha richiesto 'al fine di assicurare il prosieguo dell'iter istruttorio... di voler integrare e aggiornare la proposta del Piano economico finanziario' inviato da Aspi il 14 settembre 2020. Sono stati in tal modo rimessi in discussione elementi sostanziali che si aveva ragione di ritenere già definiti nel testo degli accordi a lungo negoziati da Aspi con i ministeri competenti.

Un presupposto fondamentale

La definizione del Piano economico finanziario costituisce, infatti, presupposto fondamentale per la conclusione dell'accordo transattivo tra il Mit ed Aspi e quindi per l'eventuale definizione concordata della procedura di presunto grave inadempimento. La definizione del Piano economico finanziario e dell'Accordo Transattivo risulta inoltre indispensabile per poter meglio valutare la proposta di cui al punto 3 all'ordine del giorno dell'Assemblea Straordinaria del prossimo 30 ottobre, rappresentando invero condizione essenziale per l'efficacia stessa dell'operazione di scissione oggetto di esame assembleare". Il percorso, inoltre, aggiunge il comunicato, "è stato altresì deciso, dall'odierno cda di Atlantia, in piena coerenza con lo spirito della nota lettera indirizzata alle Istituzioni il 14 luglio u.s. e nel fermo intendimento di compiere ogni ulteriore ragionevole sforzo atto a pervenire ad una soluzione condivisa, nell'auspicio che sia così possibile evitare – nell'interesse generale e fatta salva la doverosa tutela dei diritti di tutti gli investitori e stakeholder di Atlantia ed Aspi – l'instaurarsi di un lungo contenzioso".