Atletica: Diamond League, Gaia Sabbatini brilla nei 1500 a Eugene

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Eugene, 29 mag. – (Adnkronos) – Un crono così, nei 1500 metri, per un’azzurra, mancava addirittura dal 1982. Quarant’anni. Gaia Sabbatini si avvicina alla barriera dei quattro minuti con una prova tutta coraggio e sostanza nel contesto stellare del Prefontaine Classic di Eugene (Stati Uniti), terza tappa della Wanda Diamond League, nella tarda serata italiana. La teramana delle Fiamme Azzurre timbra il primato personale in 4:01.93 togliendo oltre tre decimi al 4:02.25 con cui ha sfiorato la finale delle Olimpiadi di Tokyo nella scorsa estate, ed è decima ad Hayward Field, lo stadio che tra un mese e mezzo ospiterà i Mondiali, l’appuntamento dell’anno.

Se la keniana due volte campionessa olimpica Faith Kipyegon ribadisce la propria pole position per l’oro iridato con il miglior crono mondiale 2022 (3:52.59), la 22enne azzurra allenata a Castelporziano da Andrea Ceccarelli conferma di trovarsi a proprio agio in mezzo alle più forti e si toglie la soddisfazione di essere la prima europea al traguardo e di battere l’argento olimpico Laura Muir (undicesima in 4:04.45) che ritroverà nella notte magica del Golden Gala Pietro Mennea il 9 giugno all’Olimpico di Roma.

In una giornata fresca in Oregon (14 gradi) ma senza la pioggia annunciata (almeno nel momento in cui in pista c’è Sabbatini), la gara si spezza in due, con Kipyegon e l’etiope Gudaf Tsegay che fuggono insieme alla lepre, e tutte le altre concorrenti, già distanti dalle leader, che si fronteggiano per i piazzamenti migliori.

Sabbatini rimane nel cuore del gruppo, dando sempre impressione di lucidità e controllo, e poi si lancia nella volata lunga dell’ultimo giro, finendo sulla scia di molte delle big internazionali. Tolte le prime due (Tsegay 3:54.21), le altre rivali non sono più così lontane. Come non è distante il primo sub-4 in carriera, qualcosa che nella storia dell’atletica italiana è riuscito soltanto a Gabriella Dorio per tre volte: l’ultima l’11 settembre 1982 con 3:59.02 ad Atene (il record italiano è invece il 3:58.65 di Tirrenia il 25 agosto ’82). Da allora, non si era mai corso così forte.

“Sono molto felice, fare il personal best all’esordio non è scontato e questo mi fa capire quanto sono cresciuta – le parole di Gaia Sabbatini, attuale leader europea stagionale – È stata una gara molto dura perché le avversarie sono partite subito molto forte e sono felice di essere stata nel gruppo. Questo è solo l’inizio e non vedo l’ora di ri-gareggiare”. E di tornare su questa pista a metà luglio (15-24) per sognare in grande ai Mondiali, prima di ambire a qualcosa di prezioso negli Europei di Monaco di Baviera (15-21 agosto).

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