Atletica: La Torre, 'alla World Relays in Polonia raggiunto risultato storico'

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Roma, 3 mag. – (Adnkronos) – "Torniamo in Italia con un plauso incondizionato per il gruppo velocità per come ha lavorato in questi anni, in modo coeso e affiatato e costruendo un grande spirito di squadra. Più del medagliere parla la classifica a punti delle cinque gare olimpiche: siamo primi con 32 punti davanti ai Paesi Bassi (20) e al Giappone (18). È un risultato storico”. Il direttore tecnico dell'atletica italiana, Antonio La Torre, commenta così i risultati degli azzurri alle World Relays di Chorzow. L'Italia torna dalla Polonia con la qualificazione olimpica di tutte e 5 le staffette oltre a due medaglie d'oro e una d'argento. Un bottino che decreta il primo posto nel medagliere.

“È stata una bella prova di consistenza, ma non ci illudiamo: Tokyo non sarà una passeggiata -prosegue La Torre-. Non siamo diventati gli Stati Uniti dell’atletica leggera. Valutiamo la rassegna con equilibrio: da una parte siamo consapevoli che non tutte le nazioni hanno dato priorità all’evento, dall’altra abbiamo dimostrato un grande valore tecnico e agonistico; aggiungo che l’ubriacatura di sabato, che ha sugellato il nostro “5 su 5” olimpico, poteva essere pericolosa. Invece nessuno si è accontentato. In call room, prima di entrare in pista per la mista, i fratelli Borlée ripetevano 'Attention à l'Italie, attention à l'Italie'. All’estero ci guardano con grande rispetto, ma dobbiamo tenere gli occhi sulla linea del traguardo”.

"Il cinque su cinque di Chorzow non è arrivato per caso -sottolinea il dt azzurro-. Gli atleti e lo staff tecnico federale lavorano a questo appuntamento da due anni. Abbiamo costruito un rapporto stretto e trasparente con i tecnici personali, a parliamo agli atleti con estrema chiarezza. All’annuncio delle formazioni non ci sono mai state polemiche. Chi è rimasto deluso si è subito rimboccato le maniche per guadagnarsi sul campo il posto da titolare. Grazie al lavoro certosino dello staff tecnico, capace di leggere con esattezza le reali condizioni degli atleti”.