Attacco Capitol Hill, “187 minuti di violenze, Trump non reagì”

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Roma, 22 lug. (askanews) – Donald Trump “non ha assolto il suo dovere” nell’assalto a Capitol Hill e deve esserne ritenuto legalmente responsabile. È il duro atto d’accusa della commissione della Camera dei Deputati che indaga su quanto accaduto il 6 gennaio 2021.

“Dopo che i servizi segreti si sono rifiutati di portare il presidente Trump al Campidoglio, lui è tornato alla Casa Bianca – ha spiegato Elaine Luria, rappresentante democratica della Virginia – quella che vedete sullo schermo è una foto che lo ritrae all’interno dello Studio Ovale, subito dopo il ritorno dal comizio, con indosso ancora il cappotto. Un dipendente della Casa Bianca ha informato il presidente, appena rientrato nello Studio Ovale, della rivolta in Campidoglio. Lasciatemelo ripetere: entro 15 minuti dall’uscita dal palco, il presidente Trump sapeva che il Campidoglio era assediato e sotto attacco”.

Per Bennie Thompson, che presiede il comitato della Camera dei rappresentanti incaricato delle indagini, l’ex presidente repubblicano ha aperto le porte “al disordine e alla corruzione”. Non c’è dubbio che (Donald Trump) abbia comandato una folla, una folla che sapeva essere pesantemente armata, violenta e arrabbiata, a marciare sul Campidoglio per cercare di fermare il trasferimento pacifico del potere. É necessario che ci sia un’assunzione di responsabilità, di responsabilità secondo la legge, responsabilità nei confronti del popolo americano” ha detto.

La commissione ha ripercorso ogni momento dell’assalto. Trump è accusato di aver seguito, per tre ore, l’ondata di violenza senza reagire, in “violazione del suo dovere di comandante in capo”. Ben 187 minuti in cui non ha mai alzato il telefono per “dare ordini o offrire aiuto” alla polizia o all’esercito, ha osservato ancora Elaine Luria, mostrando i tabulati telefonici della presidenza.

Durissima anche Liz Cheney, vicepresidente della commissione, unica repubblicana insieme con Adam Kinzinger. “Donald Trump ha scelto di proposito di violare il suo giuramento, di ignorare la violenza in corso e minacciare il nostro ordine costituzionale – ha detto – è indifendibile”.

È stata l’ottava udienza in sei settimane. Nuove audizioni si svolgeranno a settembre e il rapporto finale è atteso in autunno. Donald Trump, attratto dalla prospettiva di candidarsi alla presidenza nel 2024, ha denunciato con veemenza il lavoro della commissione, che ha definito una “vergogna”.

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